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QUANTUM FANTAY Dancing in limbo Progressive Promotion Records 2015 BEL

Settimo disco per i belgi psichedelici Quantum Fantay, esponenti di punta delle più recenti ondate space rock progressive: con “Dancing In Limbo” sono autori di una sorta di concept album, suddiviso in quattro movimenti la cui simpatica peculiarità sta nell’eccentrica durata di undici minuti ciascuno, con uno scarto di un secondo per ogni brano (11.11, 11.12, 11.13, 11.14), per un totale di quasi quarantacinque minuti, come i vecchi sani vinili di una volta... E come nei dischi precedenti i Quantum Fantay sono ancora totalmente devoti al sound degli Ozric Tentacles: finalmente per quest’ultimo disco sono riusciti pure a coinvolgere come ospite l’Ozric Ed Wynne presente con la sua chitarra in almeno un paio di brani. Dopo dieci anni di attività, il primo album “Agapanthusterra” è del 2005, i Quantum Fantasy sono quindi rimasti fedeli al loro rock psichedelico e spaziale costituito da lunghe jam strumentali con ariose partiture progressive, metà dei Quantum Fantasy facevano parte dei più sinfonici Ghiribizzi, insieme ad esplorazioni di musica etno-trance-elettronics e dub... Il tastierista Pete Musch (ovvero Pieter Van den Broeck) guida saldamente la band con grande mestiere, i quattro brani che costituiscono “Dancing In Limbo” si apprezzano per l’equilibrio e la raffinatezza della proposta, nonostante qualche importante cambiamento di line-up, il chitarrista storico Glenn Ployard (alias Dario Frodo!) ha lasciato posto al più che valido Tom Tas (?!); gli interventi strumentali sono egregiamente arrangiati e rispetto ai lavori precedenti, penso in particolare al più recente “Terra Gaia”, la componente elettronica più eclettica è stata mitigata per favorire un approccio forse ancora più rock ed energico,il brano d’apertura “Nimbo” rappresenta infatti il classico esempio di epico jamrock spaziale sulla scia di “Erpland” e “Strangeitude”, con in evidenza il bel flauto sognante di Charels Sla e le eteree progressioni dei synths (bolle incluse!). Ancora di più nella successiva sequenza dei tre brani “Rimboe” “Cacimbo” e “Limbo” i Quantum Fantay offrono il meglio delle loro capacità con una serie di intricate e labirintiche variazioni sul tema space rock con mirabile sobrietà e fluidità; c’è davvero poco da rimpiangere in fatto di effettiva mancanza di originalità perché questi brani sono suonati con una precisa dedizione ed attitudine e non richiedono altro che una mente aperta e rilassata da immergere nel gioioso e mistico entanglement cosmico che unisce ogni entità universale in un’unica fantasia quantica…



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Giovanni Carta

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