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CAPSIDE Tous les hèros autoprod. 2018 ITA

Cose buone dalla Sardegna! A ulteriore dimostrazione che il progressive rock è vivo e scalciante anche nell'isola, ecco un altro dischetto molto interessante, questa volta ad opera dei sassaresi Capside. Che il gruppo ci tenga alle proprie origini è evidente dal titolo in dialetto dell'ultimo brano presente nel cd: "Tàtari Tzentrale" ("Sassari Centrale"). Tutt'altro che inesperti e sprovveduti, i Capside animano la scena alternativa del nord Sardegna da parecchio tempo, con la prima formazione datata addirittura al 1992 e un paio d'album a precedere "Tous les hèros", il quale parla il linguaggio musicale del progressive rock all'italiana.
L'apertura del disco è affidata alla notevole "Tous les hèros", uno strumentale frizzante e vario in cui si notano riferimenti a tanti nomi noti del progressive italiano e straniero ma che mostra allo stesso tempo una certa originalità. L'esperienza e la perizia strumentale sono evidenti, e riescono a confezionare un brano in bilico tra prog tradizionale ed echi mediterranei e fusion. Lo stacco con la successiva "Il mare dei messaggi" è abbastanza evidente. La bella voce di Valentina Casu, l'alternanza di parti acustiche ed elettriche, i ricchi arrangiamenti e la melodia debordante costruiscono un brano in perfetto stile progressivo che fa pensare a Genesis e PFM, meno originale del precedente ma altrettanto valido. Al terzo brano lo schema musicale proposto dai Capside è evidente, dato che "La casa e il ciliegio" riprende le atmosfere nervose dell'inizio spaziando dal rock alla fusion progressiva, con tanto di virtuosismi vocali e passaggi strumentali intricati. "Tous les hèros" diventa quindi un disco in cui si alternano atmosfere rilassate ad altre basate maggiormente sullo sfogo strumentale. Nei quasi cinquanta minuti di durata emergono parti dal mood più cantautorale ("Jasmine", "Silenzio" e "Principessa della notte"), jazzato ("Black market") e hard ("Uomini delle città"). Il tutto è ben miscelato e arrangiato con gusto e, soprattutto, mai in maniera banale. La chiusura con la già citata "Tàtari Tzentrale" non è, come spesso accade, un riassunto di tutto il lavoro, dato che si concentra, come la prima traccia, sull'esuberanza strumentale e sulla contaminazione tra progressive e fusion. Questo stile non mette in secondo piano i brani cantati, nei quali la voce di Valentina Casu fa la differenza e si sposa in maniera egregia con gli arrangiamenti progressivi, donando ai Capside un segno distintivo di rilievo.
"Tous le hèros", per quanto mi riguarda, è un disco convincente e dallo stile raffinato che in parecchie occasioni non manca di graffiare. Consigliato senza indugio.



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Nicola Sulas

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