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DISEN GAGE Snapshots Artbeat / Addicted Label 2017 RUS

“Snapshot” è il quarto album della band moscovita dei Disen Gage che fa parte di quella che sembra essere una piccola scena prog molto interessante. Come quasi tutti i gruppi russi dell’ultimo decennio anche i Disen Gage hanno un approccio abbastanza divertito alla musica, con la tendenza a contaminare molto. Infatti anche il disco in questione è di difficile catalogazione, tra space rock, avant prog, jazz e post rock, non mancando anche di contaminazioni folk russe. Quello che a prima vista sembrerebbe un calderone confusionario, è invece un sound molto ben bilanciato. Il combo moscovita riesce infatti a far confluire tutte queste influenze all’interno della propria proposta musicale in modo molto naturale, sviluppando cosi uno stile personale e riconoscibile. A guidare la baracca è il chitarrista Konstantin Mochalov con un sound molto pulito e un’attitudine abbastanza funkeggiante, ma anche la sezione ritmica pulita e non troppo invasiva da un valido supporto. Infine il sound è arricchito da una secondo chitarrista che all’occorrenza suona anche i synth.
I Disen Gage sembrano volersi divertirsi e non si pongono troppi paletti; ad esempio l’album inizia con una specie di valzer che sfocia poi in un jazz rock abbastanza aggressivo. Troviamo poi un brano country rock (“Chums”), caratterizzato da una chitarra fingerpicking, oppure un esempio di polka-rock (“Foolery”). Oltre a queste bizzarrie, comunque mai esagerate o kitsch, troviamo anche brani più “normali”, alcuni più tendenti allo space rock con una struttura più dilatata come “Them”, con un bel groove di basso e atmosfere da colonna sonora, oppure la cavalcata cosmica di “Trip”. Altri più verso il jazz rock e funk come “Hangover” o “Equilibium”, quest’ultimo con contaminazioni anche math rock.
Ogni brano comunque ha le sue particolarità e spunti di interesse, e difficilmente risulta banale, ma forse quello che manca è la capacità di osare, si ha come la sensazione che tendano ad accontentarsi di raggiungere buoni risultati senza mai arrivare all’ottimo. Negli album successivi oseranno ancora di più spingendo sulla componente avant prog e free jazz, perdendo però ogni tanto l’equilibrio trovato in questo album. Posso concludere dicendo che sono sicuramente una band da tenere d’occhio e che almeno fino ad oggi non hanno mai deluso; ti rimane però la sensazione che non siano mai riusciti a fare il loro album definitivo. Noi non possiamo fare altro che continuarli a seguire e aspettare fiduciosi.



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Francesco Inglima

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