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ASIA MINOR Between flash and divine W.A.M. 1980 (AMS/BTF 2022) FRA

La doppia vita degli Asia Minor è notevole ma non troppo sorprendente se considerata nell’attuale contesto di revival progressivo che incoraggia band più o meno di culto a riproporsi ottenendo consensi. Notevole perché tutto inizia in Turchia nel 1971 dall’incontro tra Setrak Bakirel, Erik Tekeli e Can Kozlu i quali, dopo aver compiuto i primi passi musicali nel paese d’origine, si trasferiscono in Francia per studiare e continuare a suonare. Dopo alcuni anni e pochi cambi di formazione, nel 1977 i soli Bakirel e Tekeli adottano il nome attuale e accolgono nel gruppo il percussionista Lionel Beltrami. È la svolta, la band perfeziona un sound basato sugli intrecci tra chitarre e flauto e compone i brani che finiranno nel primo album pubblicato nel 1979, “Crossing the line”, nel quale le influenze orientaleggianti sono evidenti e integrate al sinfonismo progressivo. Il successivo “Between flesh and divine”, oggetto di questa ristampa, viene pubblicato dopo solo un anno, e soffre come il precedente di scarse attenzioni dovute alla difficoltà di trovare una casa discografica di livello disposta a pubblicarlo e distribuirlo in maniera efficace. La prima parte della storia del gruppo termina due anni dopo senza nuove pubblicazioni, ma poco dopo inizia l’ingresso nel paradiso (o nell’inferno, a seconda dei punti di vista) del culto musicale. I due album degli Asia Minor sono apprezzati dai fan più attenti al progressive underground e l’etichetta francese Musea si premura di ristamparli circa dieci anni dopo contribuendo a mantenere vivo l’interesse. Successive ristampe vedono la luce in Giappone negli anni duemila a cura della Belle Antique, sino a quando nel 2014 avviene la rifondazione con i componenti storici. Il cerchio si chiude quando AMS Records pubblica un nuovo album e ristampa nuovamente i due precedenti, sia in cd che in vinile, rendendo giustizia ancora una volta ad una band che nel frattempo si esibisce nuovamente dal vivo.
Parlare di “Between flesh and divine” significa parlare di uno dei dischi fondamentali del progressive europeo, citato in tutte le discografie essenziali e amato dai prog fan. Più focalizzato rispetto a “Crossing the line”, in realtà rappresenta l’evoluzione di un suono già maturo. L’iniziale “Nightwind” spiattella immediatamente l’amore per i Camel, con le sue melodie immerse in una sezione ritmica serrata e i radicali cambi di tempo. Chitarre e flauto sono protagonisti ma le tastiere giocano un ruolo importante nell’arricchire il sound. Pregevole l’impatto “live” degli strumenti, soprattutto della batteria, merito di una registrazione e di una rimasterizzazione di qualità che emergono se si utilizza un sistema d’ascolto almeno discreto. “Northern lights” trasmette le stesse sensazioni, traboccando di melodia e malinconia, per scatenarsi poco dopo in una furiosa cavalcata progressiva e ritornare infine a rilassarsi in un’orgia sinfonica. Stesso schema per “Dedicace”, sbilanciata però verso il lato più rock della bilancia e “Lost in a dream yell”, che pur non raggiungendo minutaggi elevati è il brano che più somiglia alla tipica suite prog per complessità e struttura. Altri due brani più brevi (entrambi intorno ai tre minuti) completano il disco, uno delicato e quasi triste (“Boundless”) e un altro (Dreadful memories”) basato su gustosi riff di chitarra sottolineati dall’organo Hammond e dal mellotron, che non sfigurerebbe nella colonna sonora di un film di James Bond.
Definirei “Between flesh and divine” un disco fondamentale per gli appassionati di progressive europeo e francese, oltre che una sorta di simbolo per tutte le band che non hanno mai avuto un riconoscimento di vendite e di fama nonostante l’indubbia qualità della musica proposta. L’attuale perseveranza degli Asia Minor nel continuare a suonare dopo tanti anni, inoltre, dimostra che la passione è la cosa più importante. Per chi non conosce gli Asia Minor, questa ristampa è imprescindibile. Per tutti quelli che hanno consumato il disco a furia di ascolti nel corso degli anni, questa è l’occasione giusta per sostituirlo.



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Nicola Sulas

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