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ESTHESIS Out of step Misty Tones 2025 FRA

Gli Esthesis sono una band francese che ruota attorno alla figura di Aurelien Goude, tastierista, cantante e compositore. Fin dal loro esordio “The awakening”, avvenuto nel 2020, hanno puntato su un sound fortemente influenzato dai primi Porcupine Tree. Se nel debutto i riferimenti a dischi come “The sky moves sideways” e “Signify” erano molto netti, con il seguente “Watchi ng worlds collide”, uscito nel 2022, hanno provato a diversificare leggermente la proposta, pur partendo dallo stesso sound, inserendo una chitarra a tratti più ruvida ed interventi di fiati, violino e banjo. E arriviamo al 2025 e a questo “Out of step”, che va in perfetta continuità con i suoi predecessori. Stavolta a differenziare un po’ le cose troviamo un po’ di elettronica in più, qualche eco post-rock e composizioni di durata più contenuta. Restano, di base, scenari sonori elegiaci, che partono da certe esperienze floydiane dei seventies, passano per i Porcupine Tree degli anni ’90 e arrivano ai giorni nostri. I brani scorrono in maniera fluida, sia quando i ritmi (sempre supportati da effetti elettronici mai invadenti) sono più spediti, sia quando sono più compassati e rimandano ancora più nettamente alle influenze citate. Forse c’è un leggero passo indietro in termini qualitativi rispetto al passato, ma siamo comunque di fronte ad un prodotto ben fatto e piacevole da ascoltare. Brani come la title-track, “City lights”, “Circus” e “The storm” (quest’ultimo una spanna sopra tutti), o anche i brevi strumentali “Fractured #1” e “Fractured #2”, sono ben articolati con le loro variazioni di umore e di tempi e convincono pienamente. Le chitarre un po’ più dure non arrivano quasi mai a fastidiose spinte metal, mentre le atmosfere ora sognanti, ora inquiete, restano un punto di forza della musica di Goude e soci. Chi ha nostalgia dei primi Porcupine Tree può puntare in maniera decisa su questo e sugli altri album degli Esthesis, che, nonostante la mancanza di originalità, riescono a mostrare una discreta inventiva, un forte feeling, gradevolissime linee melodiche e atmosfere seducenti con la loro malinconia. Sperando che “Out of step” non sia il primo passo verso una deriva di suoni più duri come accadde ai “porcospini” negli anni 2000…

 

Peppe Di Spirito

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ESTHESIS The awakening 2020 

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