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SOLARIS Marsbéli krónikák III - Mi vagy M.I. Solaris Productions 2024 UNG

L’EP uscito nel 2022 era solo una piccola anticipazione del terzo capitolo della saga delle “Cronache marziane”. Si č dovuto infatti attendere due anni per poter ascoltare l’opera intera, ma l’attesa č stata ripagata con un lavoro di tutto rispetto. “Marsbeli kronikak III” viene pubblicato in doppio cd, in confezione digipack apribile in quattro parti. Esistono una versione ungherese ed una inglese. Il contenuto musicale č raggruppato in tre lunghe suite, lunghe rispettivamente oltre venti, ventuno e trentotto minuti e tutte suddivise in piů tracce. Lo stile č quello consolidato dei Solaris, con un prorompente prog sinfonico e tecnologico che a volte si orienta verso un’eleganza classicheggiante e che in qualche spunto si fa piů heavy. La prima suite, “ZOO Galaktika” č composta dal chitarrista Bogdan Csaba che orienta subito la musica verso lidi ben noti da chi ha seguito la carriera della band: un sound epico, dove tastiere, flauto e chitarra elettrica duettano di continuo su ritmi in continua variazione e con impasti elettroacustici che hanno sempre il loro fascino. A volte la sei corde si fa piů ruvida e carica di effetti, mentre i ritmi si fanno piů irruenti, ma il tutto si inserisce sempre bene nel contesto. La seconda suite “Az ozonviz balladaja” č invece a firma congiunta Attila Kollar (il flautista) – Robert Erdesz (il tastierista). Aperta da un prologo inizialmente maestoso e poi orientato verso un chamber rock splendidamente articolato tra violoncello, flauto, percussioni e coro, prosegue poi con un brano caratterizzato da un progressive rock in cui c’č sempre un giusto bilanciamento tra momenti di insieme e parti soliste. A seguire, troviamo dapprima un pezzo piů particolare, tra jazz-rock, momenti corali quasi zeuhl e il violoncello ancora a presentare legami con la classica; poi una sorta di mesta ballata, tra il malinconico e il drammatico, con testi in madrelingua e la solita alternanza di strumenti acustici ed elettrici. Infine, c’č “Alomvolgy”, opera del solo Erdesz, che occupa per intero il secondo cd. Si parte con una breve ballata acustica e folk in cui spiccano la chitarra acustica e due voci, una femminile ed una maschile. Si prosegue con una sorta di hard rock sinfonico in cui sembra di ascoltare i Jethro Tull in versione molto piů dura. A questo punto la suite si proietta piů in continuitŕ con i due precedenti episodi della saga “Marsbeli kronikak”, anche se non mancano spunti piů particolari, soprattutto nei momenti cantati, con curate armonie vocali, un paio di deliziosi passaggi operistici trainati da un mezzo soprano, cori ŕ la Orff e una parte recitata nel finale, ma anche con qualche influenza “colta” e folkloristica dai caratteri mitteleuropei e qualche solennitŕ di marca Vangelis. Sono cambiati i tempi da quel debutto folgorante del 1984, ma i Solaris, pur non perdendo di vista le loro radici, continuano a guardare avanti. In questo nuovo lavoro sono piů marcate certe soluzioni elettroniche, curano al meglio la produzione, irrobustiscono a tratti il sound, ma mantengono indomito lo spirito di sempre, senza intaccare quella fusione perfetta di prog sinfonico, space-rock, elettronica, musica classica e folk che portano avanti da tanti anni. “Marsbeli kronikak III” č un altro gran bel disco, nuovo tassello prezioso e vitale che arricchisce con sostanza la discografia di una band che si conferma fedele a sé stessa, con una cifra stilistica inconfondibile.

 

Peppe Di Spirito

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