Home
 
ENTITY Il naufragio della speranza M. P. Records 2024 ITA

Un nuovo album degli Entity, uscito nel 2024, segue il precedente “Il falso centro” risalente al 2013. Lo stacco temporale è notevole ma questo non rappresenta un problema dal punto di vista stilistico e della continuità artistica. È normale pensare che la maturazione personale e musicale, l’aggiornamento tecnologico, le aspettative e la voglia di proporre qualcosa di nuovo cambino le carte in tavola nel corso degli anni, col risultato che la nuova musica sia differente dalla precedente. Non è il caso di “Il naufragio della speranza”, che recupera lo stile già definito da Mauro Mulas ne “Il falso centro” e gli stessi musicisti che avevano contribuito alla sua riuscita. A ingarbugliare le cose, però, è il fatto che la maggior parte del materiale dell’album risalga addirittura a metà degli anni ’90, quando era stato concepito in forma abbozzata. Come spiegato nel libretto del cd, “Il falso centro” in questo contesto diventa addirittura un seguito di “Il naufragio della speranza”, sia per quando riguarda la parte musicale che per quella dei temi trattati.
Ci troviamo davanti ad un concept album incentrato sulla crescita personale del protagonista durante varie fasi della sua vita, in un percorso che passa dalla difficoltà di realizzare le proprie aspirazioni e dall’incapacità di credere in sé stessi alla voglia di aprirsi al mondo circostante e a cercare una sorta di rinascita, per porsi alla fine nuove domande sul futuro.
Musicalmente, le atmosfere sono in spesso essenziali e rarefatte, con melodie sempre calibratissime e attente a costruire in ogni brano un’atmosfera ben definita e con la sempre notevole voce di Sergio Calafiura a personalizzare egregiamente le parti cantate. “Derealizzazione” mi ha ricordato in qualche modo i Camel del periodo d’oro, non tanto per reali assonanze quanto per il gusto con cui gli arrangiamenti sono cesellati a creare una sensazione di morbida leggerezza. Lo stile appare molto misurato e calibrato, basato su suoni classici di pianoforte, Hammond e linee di sintetizzatore e chitarra elettrica molto efficaci. Le atmosfere sognanti sono spesso alternate a variazioni armoniche finalizzate a spostare il mood verso parti più malinconiche, tese o stranianti, e altre volte si induriscono verso l’hard rock progressivo. Ciò è evidente in “Inettitudine” e “Osservatorio”, quest’ultima più sfacciatamente progressiva nei suoi arrangiamenti che privilegiano la componente strumentale. Ci sono poi i gustosi assoli di chitarra elettrica di “Cristallo”, il piacevole prog-tango di “Risveglio parte 1”, lo sfogo drammatico di “Enigma”, un altro brano fortemente debitore del progressive italiano classico, e il finale agrodolce di “E sarà domani” che chiude un viaggio di quasi un’ora di musica scritta, arrangiata e suonata con gusto.
“Il naufragio della speranza” è in definitiva un lavoro che punta sulla sincerità, che non cerca facili abboccamenti in formule scontate pur essendo debitore verso i maestri del passato e che scorre via piacevole grazie al fatto di essere misurato e curato nella scrittura e nei dettagli. Il risultato è senza dubbio un piacevole boccata d’aria fresca.

 

Nicola Sulas

Collegamenti ad altre recensioni

ENTITY Il falso centro 2013 

Italian
English