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| OVERTURE |
A mezz'aria sul tempo |
Music Revolution Records |
2025 |
ITA |
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Nell’ormai lontano 2018 aveva suscitato un certo interesse la pubblicazione dell’album d’esordio di uno sconosciuto gruppo proveniente dalla Sardegna. Gli Overture sono infatti originari di Mores, paese immerso nella campagna del nord dell’isola e nel quale sono stati registrati entrambi gli album prodotti al momento.
L’omonimo disco aveva ricevuto apprezzamenti pressoché unanimi, con varie recensioni che avevano apprezzato la freschezza della proposta e il richiamo ai modelli del progressive italiano di stampo classico. Data la giovane età dei musicisti (da evidenziare che il concepimento del lavoro era iniziato anni prima della pubblicazione), era ovvio che sarebbe stato interessante scoprire se il tutto fosse stato un fuoco di paglia o una premessa per qualcosa di più duraturo. Il responso è disponibile sotto forma di “A mezz’aria sul tempo”, secondo lavoro che presenta una novità nell’avvicendamento alla voce di Pier Mauro Marras al posto di Luigi Ventroni. Marras si occupa di scrivere anche buona parte dei testi, molto curati e con una certa vena poetica (l’autore è anche scrittore, e ha pubblicato un libro basato sulle liriche dell’album). La formazione è rimasta per il resto invariata, con Simone Melis e Samuele Desogos, rispettivamente alle chitarre e alle tastiere, ad occuparsi di scrivere la maggior parte dei cinquanta minuti di musica proposti. L’ascolto fuga ogni possibile dubbio (se mai fosse stato necessario) sulla bontà del lavoro, che riesce a replicare e ad evolvere la proposta dell’esordio mostrando maggiore maturità e sicurezza. Ci troviamo davanti a un ottimo esempio di prog italiano ben concepito, con tutta la cura necessaria adoperata nella fase compositiva, esecutiva e negli arrangiamenti (i musicisti hanno un background di rispetto, provenendo da studi al conservatorio). Pur non essendo l’originalità il punto forte degli Overture, bisogna ammettere che lo sforzo per dare personalità alle tracce è evidente, a partire da “Coscienza cibernetica” che alterna parti più melodiche ad altre tendenti all’hard rock in una complessa struttura fatta di campi di tempo, rallentamenti e accelerazioni. La struttura è simile anche nella lunga “Il re dei topi”, mini suite di oltre dieci minuti nella quale l’esuberanza strumentale viene sfogata al massimo. Le altre tracce sono tendenzialmente più rilassate, a partire da “Bagliori”, ballata sospesa tra dolcezza e malinconia della quale è stato prodotto anche un video, “Cosa pensi” e “Il canto di nessuno”, nelle quali emerge anche il flauto di Fiorella Piras a caratterizzare in maniera discreta ma efficace gli arrangiamenti. “A mezz’aria sul tempo” è un album che guarda al passato in maniera evidente, ma che all’ascolto scorre piacevole e intrigante, sospeso tra i suoni conosciuti e rassicuranti delle parti strumentali e la poesia dei testi. Si ha la sensazione che gli Overture possano fare ancora molto e rappresentare il futuro del progressive rock per la Sardegna, con l’augurio e la speranza che possano proporre la loro musica in maniera continuativa.
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Nicola Sulas
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