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CORIMA Hunab ku Soleil Zeuhl 2026 USA

Ad esattamente dieci anni di distanza da “Amaterasu” ritornano gli statunitensi Corima con il loro quarto album “Hunab ku”, che continua a raccontarci la saga di Quetzalcoatl, ovvero il Serpente Piumato che è una delle più importanti divinità venerate dalle antiche civiltà della Mesoamerica. La narrazione musicale avviene ancora oggi con una proposta dichiaratamente zeuhl, come si evince non solo dalla casa discografica che supporta il gruppo, ma anche dagli espliciti ringraziamenti che anche in questa occasione vengono fatti ai Magma. Rispetto ai precedenti lavori la band punta su un sound più duro e ritmi più spediti, soprattutto nella prima metà dell’opera, così il riferimento principale può essere visto verso gli esponenti giapponesi di questa scena, come Koenjihyakkei, Ruins, Bondage Fruit e Happy Family. In realtà non vengono raggiunti mai certi estremismi amati dai nipponici, così, anche se si viaggia a velocità elevate, non si avverte quella sensazione di “stordimento” che certi album più estremi possono trasmettere. “Hunab ku” è un lavoro abbastanza breve, visto che si avvicina solo a trentasette minuti durata. È comunque suddiviso in sette tracce legate tra loro senza soluzione di continuità, come un’unica lunga composizione (Magma docet…). La musica, pur spedita come detto, è ricca di variazioni, grazie alla perfetta performance di una sezione ritmica agilissima, ai continui interscambi di tastiere, sassofono, violino e chitarra e a un canto femminile capace di districarsi tra vocalizzi e cori tipici dello zeuhl ed espressioni in linguaggio che sembra più che altro avere caratteristiche onomatopeiche. Qualche momento più spigoloso sembra puntare a certo Rock In Opposition europeo, mentre più rare sono le deviazioni jazz-rock. In tutto questo non si perdono agganci alle precedenti produzioni, anche grazie a suggestivi momenti più onirici ed estatici, con ritmi ipnotici, ma comunque incalzanti. I Corima, quindi, appaiono ancora ispirati con questo album in cui li ritroviamo che spingono sull’acceleratore nel proporre i loro rituali zeuhl. Forse “Quetzalcatl” e “Amaterasu” avevano una marcia in più, ma “Hunab ku” è sicuramente valido e ci mostra una band che può essere vista ancora come un punto fermo tra i “figliocci” dei Magma in attività.

 

Peppe Di Spirito

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CORIMA Amaterasu 2016 

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