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ANTIKLIMAX Aurora polaris Musea/Dreaming 2008 FRA

Il tastierista Vincent Benesy ha avuto un buon momento di ispirazione con l'uscita nel 2006 del suo primo disco uscito per la Musea sotto il monicker Anticlimax, “Plus Loin Vers L'Est”, un concept album (fanta)politico di musica elettronica/new age strumentale, abbastanza inusuale nel suo riprendere con una certa intensità le atmosfere sonore sintetiche ed un po' retrò dei Tangerine Dream più commerciali del periodo primi anni ottanta. Trascorsi due anni da tale exploit, Vincent Benesy ha iniziato a collaborare con altri musicisti, un prolifico scambio di idee che si è concretizzato infine con “Aurora Polaris”, un concept album di stampo ecologico ispirato dalla bellezza e purezza dei paesaggi finnici. Anticlimax non è dunque solo Vincent Benesy ma è diventato un trio con la partecipazione della cantante e tastierista finlandese Jaana Palonen (conosciuta da Benesy tramite il web) e dal sound designer Margus Mets. La musica in “Aurora Polaris” ha lasciato indietro certe soluzioni dinamiche dell'esordio a favore di approccio più contemplativo, ambientale ed allo stesso tempo romantico. Nei brani cantati dalla Palonen la musica assume le sfumature di un pop raffinato e rarefatto: “Air”, “Etaiset Aanet” (ispirata in maniera abbastanza palese a “Kiev Mission”) e “Slow Down”, sono canzoni che pur nella loro prevedibile semplicità riescono a conquistare per la loro eterea e cristallina qualità. Se il romanticismo del disco arriva a sfiorare territori sinfonici e barocchi in “Away From Here” e “Crystal Broken Chords”, altrove viene recuperata l'oscurità di fondo e la drammaticità di “Plus Loin Vers L'Est” attraverso pezzi come “Nightlife” (uno dei momenti più riusciti del cd) e “Derelict Stations”, in cui viene evocato in maniera palpabile il pericolo di un possibile disastro ecologico relativo alla presenza delle diverse centrali nucleari presenti sul territorio finnico). “Aurora Polaris” è sicuramente un disco concepito e realizzato con molta devozione ed amore: per quanto sia leggermente meno incisivo del suo esordio, Vincent Benesy ha dato una discreta prova del suo talento come autore e musicista... speriamo che non si perda per strada, sarebbe un vero peccato.

 

Giovanni Carta

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