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BEGGARS FARM Beneath the moon of llsacon Black Widow 1995 UK

Esistono realizzazioni discografiche che per natura intrinseca attraggono particolarmente: si tratta specialmente delle cosiddette produzioni a tiratura limitata, orgogliosamente pressate solo su vinile, manifesti del solido e variegato underground, opere di piccole etichette specializzate o risultato dello sforzo di formazioni costrette per innumerevoli ragioni di mercato ad autogestirsi, che generalmente costituiscono vere e proprie testimonianze per nulla affrancate alle attuali tendenze sonore, sia per lo spirito che le anima, sia per le coordinate stilistiche in esse contenute. "The depth of a dream", opera pubblicata nel 1984 da un trio denominatesi BEGGARS FARM proveniente dalle floride lande di Newport, nell'isola di Wight, fece rimanere sbalorditi i pi¨ attenti audiofili per un intrico di sonoritÓ hard-psichedeliche disseminate di armoniose elaborazioni di stampo progressivo e levigate sagome di natura acustica. Fondatore e principale coordinatore di tale progetto fu Alan Alge Beltane, un menestrello moderno dotato di enorme vitalitÓ descrittiva, capace di emanare ancor oggi segnali ricchi di intensitÓ e fascino dosando abilmente ambientazioni squisitamente bucoliche a fragorose, pulsanti geometrie strumentali colorate da iridescenti rifrazioni lisergiche. "Beneath..." desta stupore per un equilibrato susseguirsi di strutture compositive che lasciano trasparire versatilitÓ, grande padronanza tecnica e soddisfacente piglio creativo: il programma allestito Ŕ succoso e pieno di brillanti intuizioni che si stemperano durante l'ascolto di autentiche gemme folk quali "Carnival of love", "Wandering alone" e "Tomorrow dance", ponendo in risalto l'enorme influenza esercitata dai Tyrannosaurus Rex di M. Bolan, e la splendida "Toward the hill we go", densa di vibranti andature melodiche che intersecano magiche oscillazioni elettroacustiche mischiate a soluzioni di sapore progressivo. Altri scenari si addensano in pulsazioni elettriche aggressive e vischiose come nella deragliante "Sweet dream" o come nelle perle psych-blues "Gangster of love" e "Mad shadows" accentuando il carattere di alta levatura posseduta da quest'opera.

 

Alberto Santamaria

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