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CINEMA Mindscape Musea 2004 JAP

I giapponesi a quanto pare non hanno intenzione di voler cedere e, in un modo o nell'altro, cercano di mantenere viva la tradizione(?) new-prog anni ottanta... in questo caso, i Cinema, giunti al loro terzo cd, tentano la carta della fusione fra il new prog storico (nippico e britannico) con la musica classica da camera, aggiungendo alla strumentazione rock una sezione d'archi di sicuro effetto. La voce lirica e soave di Hiromi Fujimoto, impegnata anche al pianoforte, non fa altro che amplificare il senso di ampollosa raffinatezza di Mindscape, disco di buon livello... ed un'ulteriore conferma del fascino irrimediabile che i giapponesi provano verso l'Europa. Le dolci sensazioni suscitate dalle composizioni di questo cd sono inevitabilmente un efficace rimedio per tenere lontano il grigiore di una realtÓ costruita su falsi miti e bisogni ingannevoli, ideale colonna sonora (come si pu˛ intuire dal nome stesso della band) dei nostri momenti pi¨ radiosi e felici. Si possono udire diversi richiami nella musica dei Cinema, echi di Penguin CafŔ Orchestra, Renaissance, Opus Avantra e, in tempi pi¨ recenti, i Quasar Lux Symphoniae. La sezione rock del disco ci porta inevitabilmente ad un chitarrista, Tohru Ohta, in totale (o quasi) adorazione di Steve Rothery, insieme ad un discreto tastierista, Yoshihiko Kitamura, impegnato pi¨ che altro a creare e suggerire gli ambienti sinfonici alla sezione d'archi, senza particolari interventi solisti. I cÓnoni (e, purtroppo, i luoghi comuni) del progressive rock sinfonico e romantico vengono dunque rispettati... forse l'originalitÓ non Ŕ pregio dei Cinema, per˛, in questo caso, contano i sentimenti e le emozioni...

 

Giovanni Carta

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