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DECADENCE Dreams of Nekton Musea 2000 RUS

Dopo qualche accenno della loro musica mi sono venuti in mente i tipici gruppi giapponesi di new prog. Disciplina e perizia senza particolare slancio. Devo dire che questa sensazione migliora con lo scorrere dell'album, grazie anche all'insieme di stili usati. L'utilizzo del cantato in lingua madre e al femminile non mi entusiasma molto ma fortunatamente le parti strumentali fanno la maggioranza. Le strutture contengono sufficiente spontaneitÓ unendo classici suoni progressive alla Yes ed articolazioni Crimsoniane. A volte spuntano delle sonoritÓ metallizzate che a mio avviso non si integrano affatto con le atmosfere dell'album, piuttosto tese e soffuse. Tastiere e chitarre sembrano intendersi bene creando quei giusti passaggi che stimolano l'ascolto e non appesantiscono con esibizioni inutili. L'attenzione porta a galla dell'interesse per questo esordio che anche se non rappresenta una svolta all'interno di uno stile sembra essere spontaneo e per nulla pretenzioso.

 

Gerald Crich

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