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ELOHIM Mana perdu autoprod. 1983 (Musea 2000) FRA

Non ci sono grandi avvenimenti attorno agli Elohim. Nati negli anni settanta ed influenzati da mostri sacri dell'ambiente musicale francese e tedesco si ritrovano ad esordire in quel periodo di transito che furono i primi ottanta. Piuttosto lineare e pacato il suono sembra non disdegnare atmosfere poppeggianti sia di tastiere che nel cantato. La semplicitÓ sottolinea il passaggio direzionale tra puro progressive stile seventies e suoni digitali che ora sembrano quasi indispensabili in certe produzioni. Il cantato Ŕ quello di lingua madre e per questo amabile. Marillion e soci sono dietro l'angolo e mi rendo conto ancora una volta come certi fraseggi Genesisiani siano diventati una forma di ipnosi collettiva. La ristampa contiene 4 bonus tracks di cui due live. P.S.-L'edizione originale anche se autoprodotta non raggiunge quotazioni esagerate.

 

Gerald Crich

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