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HANDS Twenty five winters Shroom 2002 USA

La nuova release dei riformati Hands, di cui la Shroom ha licenziato due album postumi, non essendo la band riuscita a pubblicare nulla a suo tempo, è una raccolta di canzoni moderatamente Prog che vedono l'utilizzo di strumentazione un po' atipica come violino, mandolino, corno francese e woodwinds. Moderatamente Prog dicevo, perché sostanzialmente si tratta di composizioni abbastanza semplici, ma abbiamo assistito a reunions decisamente peggiori, quanto a risultati. Lo spirito del gruppo, che ci aveva lasciato con la sua ultima prova al 1980, risulta quasi immutato, certamente ammorbidito e meno avventuroso ma di certo godibile e mai banale, con le influenze Gentle Giant più marcate che in passato, minor peso per la componente jazz-rock e un suono in generale leggermente più rock e diretto, anche se ricco di variazioni e cambi di tempo nei suoi brani più lunghi. Tra gli strumenti inusuali sopra elencati il violino è decisamente quello che contribuisce a marcare in modo decisivo il sound degli Hands, ma non bisogna fare lo sbaglio di paragonare per questo il gruppo ai Kansas, coi quali hanno in comune giusto un approccio tipicamente americano, ma senza connessioni dirette, in cui possiamo anche riconoscere un vago feeling country (il gruppo è texano... e ho detto tutto riguardo a questo fatto!). Si tratta in definitiva di una produzione decisamente valida che non ci fa rimpiangere tutto sommato i dischi precedenti del gruppo.

 

Alberto Nucci

Collegamenti ad altre recensioni

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