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HAMADRYAD Live in France 2006 Unicorn Digital 2007 CAN

Bella testimonianza live, giunta dopo appena un paio di album in studio (tra l'altro di ottima fattura) per la band canadese. L'evento Ŕ rappresentato dalla loro esibizione al Crescendo Festival del 18 Agosto del 2006, a St-Palais-Sur-Mer in Francia, occasione questa che ha dato alla Unicorn l'opportunitÓ di realizzare un altro interessante live album per gli Spaced Out, altro gruppo di punta di questa scuderia. La scaletta Ŕ giocoforza sbilanciata verso il secondo album del gruppo, con un rapporto di sette a quattro in favore di "Safe in Conformity" rispetto all'esordio. Alla voce troviamo ancora una volta il bassista Jean Franšois Desilets, fatto questo che indica che al momento non Ŕ stato trovato un sostituto per l'ex lead vocalist Jocelyn Beaulieu, cosa che penalizza in parte la riuscita dei pezzi, specie quando viene riproposto il repertorio pi¨ vecchio, in cui gli intrecci vocali erano senz'altro pi¨ complessi. Nonostante questo la performance di Jean Franšois Ŕ pi¨ che dignitosa ed il live di gradevole fruizione. Notiamo inoltre un'altra variazione di line-up, non so se permanente o legata soltanto agli impegni concertistici del gruppo, con SÚbastien Cloutier che sostituisce alle tastiere Francis Doucet e che interviene anche nelle parti corali, fattore questo fondamentale per la riuscita di brani come "Amora Demonis" o "Watercourse Hymn". L'esecuzione Ŕ fresca, ruspante e di impatto; i suoni sono puliti e le capacitÓ tecniche dei musicisti indiscutibili, anche se qualche sbavatura, comunque perdonabile, viene qua e lÓ seminata, specie per quanto riguarda le parti tastieristiche. Sicuramente questo live rappresenta un'occasione di ascolto interessante per quanti conoscono l'ottimo repertorio della band, e io stessa, che appartengo a questa schiera di appassionati, lo ho apprezzato pienamente; tuttavia non penso che questo CD rappresenti un ottimo inizio per conoscere questo gruppo, dal momento che, a mio giudizio, queste versioni live, seppur godibili e di ottima fattura, non rendono appieno giustizia soprattutto ad un album come "Conservation of Mass". A dispetto delle critiche che comunque si possono muovere al gruppo, la cui musica si presenta eclettica, derivativa ma comunque personale, dobbiamo constatare che l'album in questione si eleva con forza al di sopra di molte uscite banali e scontate che purtroppo inflazionano il nostro genere musicale.

 

Jessica Attene

Collegamenti ad altre recensioni

HAMADRYAD Conservation of mass 2000 
HAMADRYAD Safe in conformity 2005 

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