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ISLAND Pictures Round 1977 (Laser's Edge 1995) SVI

Essendo nato al Prog ascoltando Marillion, Yes e simili, io stesso non so capacitarmi di come sia rimasto entusiasta dall'opera unica di questo gruppo svizzero che acquistai una decina d'anni fa e che ora vede la sua giusta riscoperta ad opera della Laser's Edge. Sarà per la splendida e oscura copertina, disegnata dal ben noto Giger, il quale l'ha poi utilizzata per la realizzazione dell'extraterrestre di Alien... ma sarà anche per la musica, così misteriosa ed avvolgente, nel suo impasto Prog-dark-free jazz, da catturare l'attenzione di chiunque. A parte la breve "Introduction", l'inizio è affidato a un brano atipico rispetto al resto dell'album, più jazz-rock, in uno stile canterburiano che può ricordare i canadesi Miriodor, ma che già un po' introduce le atmosfere misteriose create dagli ISLAND. Il suono di un gong invece ci introduce ai 16' della magnificente title-track; le fondamenta su cui poggia la musica dei quattro svizzeri sono formate da un susseguirsi di temi dettati dai fiati (soprattutto sax e clarinetto) ed accompagnati da una vasta ed incessante sottolineatura ad opera di tutta una serie di percussioni; le tastiere sono relegate ad un ruolo di secondo piano, salvo intervenire con degli intermezzi ad effetto nel bel mezzo della narrazione musicale. Anche la voce ha una funzione secondaria, ma da non sottovalutare, così come i relativi testi, dei veri e propri racconti dell'orrore. Una musica in continua rottura (ma non nel senso che potreste pensare), tormentata ed inquieta in ogni sua manifestazione, progressiva nel senso vero del termine, sicuramente strana e senza molti eguali, di certo non nel mondo musicale che conosciamo: questa la proposta di questo album che, proprio per queste sue particolarità, rimane un capolavoro della scena musicale sommersa dei 70s. Al CD è stata aggregata una bonus-track di ben 23', sulla stessa linea musicale dell'album, ma un po' avulsa per ciò che riguarda le tematiche horroriflche dello stesso. Ultime note per dire che questo splendido CD è stato registrato negli studi Ricordi di Milano e che la produzione fu affidata a quel Claudio Fabi artefice di una buona fetta delle fortune della PFM.

 

Alberto Nucci

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