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ISLAND Pyrrho Z-Records 2005 SVI

Ricordo ancora l’entusiasmo con cui fu accolta, nel 1999, la ristampa dell’unico album in studio degli svizzeri Island (“Pictures” del 1977), con quella copertina disegnata da Giger che molto ha stuzzicato l’immaginazione degli ascoltatori. Mi sembra quindi così strano ed inverosimile che della pubblicazione di questo doppio bootleg ufficiale non si sia parlato quasi per nulla e devo dire che anche io sono arrivata in suo possesso con notevole ritardo e non poche difficoltà.
E’ vero che la registrazione di questo “Pyrrho”, opera rock basata su un racconto di tale mago Akron, è home made ma la qualità audio (mi riferisco soprattutto alla versione in studio contenuta nel primo CD), in fin dei conti accettabile, permette di apprezzare il valore del contenuto musicale che sicuramente può competere degnamente con il più noto “Pictures”. Purtroppo il booklet è quasi del tutto privo di note che si limitano a menzionare la line-up, l’anno ed il luogo di registrazione e nulla più. Nulla posso dirvi quindi del concept né delle circostanze che hanno portato alla sua realizzazione o alla stampa di questo album da parte di questa fantomatica Z-Records che sembra poco più che un negozio di dischi. Come anticipato, il primo CD contiene la versione home-studio dell’opera rock “Pyrrho” che consta di un unico lungo movimento di 39 minuti, suddiviso idealmente e per comodità in 14 frammenti privi di titolo. Come nel disegno della copertina, di un brillante verde smeraldo, riconosciamo la mano di Giger, in maniera altrettanto chiara, dall’ascolto di questo album, si percepisce la parentela con “Pictures”, anche se la gamma di suoni è meno tenebrosa e le differenze stilistiche appaiono evidenti. L’impatto è decisamente maestoso, con parti di organo imponenti e classicheggianti che fanno pensare immediatamente agli EL&P o addirittura ai Collegium Musicum di Marian Varga. La presenza della chitarra di Dani Rühle, che comunque non irrobustisce il sound più di tanto, dà l’idea di snellezza e dinamismo, mentre sono del tutto assenti quei fiati che donavano a “Pictures” un tocco quasi Canterburyano. Il grosso del lavoro lo svolge qui il tastierista Peter Scherer, infaticabile nel disegnare atmosfere e assoli intriganti, sostenuto da una sezione ritmica (con tanto di basso, suonato da Egon Eggler) decisamente capace e dall’impronta jazz. In generale osserviamo una proposta più compatta e più potente in cui si intravedono soltanto quelle immagini mentali spettrali ed avvincenti che caratterizzeranno il futuro debutto discografico. Le parti vocali sono poco rappresentate e forse non si amalgamano alla perfezione con la musica ma comunque non compromettono più di tanto il risultato finale che è nel complesso molto grezzo ma assolutamente godibile. Sicuramente un lavoro di produzione adeguato avrebbe potuto portare questo ottimo materiale ai livelli che conosciamo (e ricordiamo che “Pictures” è stato prodotto da Claudio Fabi che in effetti ha fatto un lavoro magistrale) ma tutto sommato questo CD, bello nella sua cruda freschezza, sarà manna per le orecchie degli estimatori di questa valida band svizzera.
Sappiamo che la prima di “Pyrrho” si tenne nel 1976 al teatro pubblico di St. Gallen in Svizzera e quindi la registrazione dal vivo dell’opera che occupa il secondo CD, raccolta al club Africana della stessa città e nello stesso anno, ci offre una fotografia di ciò che gli Island erano in grado di offrire in concerto in quel periodo. La versione live di “Pyrrho”, fra applausi, chiacchiere e variazioni, si protrae per circa 45 minuti. Il documento dal vivo sembra essere in pratica una registrazione di fortuna, vista la qualità audio scadente. La formazione appare in questo caso leggermente allargata perché si viene ad aggiungere proprio il sax di René Fisch che caratterizzerà fortemente il sound di “Pictures” e che in questo caso trasforma parzialmente quest’opera rock in qualcosa di più oscuro e Canterburyano, appunto. Si registra poi la defezione del bassista Egon Eggler, qui sostituito da Alfio Sacco, ed il cui posto verrà in seguito preso dallo stesso tastierista Peter Scherer, e del chitarrista Dani Rühle che invece non troverà alcun sostituto. Passo obbligato per gli amanti di “Pictures” il cui acquisto consiglio invece in maniera prioritaria a chi avesse la sfortuna di non conoscere questa band.


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Jessica Attene

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ISLAND Pictures 1977 (Laser's Edge 1995) 

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