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KOTEBEL Mysticae visiones Musea 2002 SPA

Il secondo disco di questo progetto strumentale (c'è una voce femminile... ma viene usata come uno strumento) spagnolo è costituito quasi interamente dalla suite omonima, 35 minuti di musica che spazia tra art-rock sinfonico (non poche le sonorità e le reminiscenze alla EL&P) con molte sonorità classicheggianti, a un jazz-rock abbastanza delicato, a qualche tocco di avanguardia. La suite è divisa in 12 episodi e costituisce la messa in musica, o meglio il suo supporto musicale, di una teoria metafisica che descrive esperienze e sensazioni dalla nascita fino alla morte; non ci sono stacchi, né stilistici né altro, tra un episodio e l'altro, bensì una variazione, un'evoluzione evolutiva che, senza appunto stacchi netti tra una fase e l'altra, ci porta pian piano verso la conclusione. Senza ricorrere a soluzioni ruffiane o comunque accattivanti, i Kotebel riescono ad offrirci un album al tempo stesso gradevole all'ascolto e per nulla banale, sia musicalmente che come concezione, sicuramente distintiva e al limite della new music. Il brano che completa l'album s'intitola "The river", ha una durata di 15 minuti e, pur ricalcando grosso modo lo stile già divenuto familiare nei 35 minuti d'ascolto precedenti, rappresenta tuttavia una sorta di corpo estraneo, reso tuttavia particolare per l'utilizzo del koto giapponese. Consideriamolo come una bonus-track di un album sicuramente interessante e meritevole di considerazione.

 

Alberto Nucci

Collegamenti ad altre recensioni

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