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LAMBERT Drachenreise Spheric Music 2015 GER

Un teutonico paesaggio idilliaco di “fantasystica” suggestione ci introduce in questo nuovo lavoro di un veterano dell’ambient/new-age nonché fondatore e produttore della Spheric Music, Lambert Ringlage! I toni crepuscolari e sognanti della copertina si adatta bene alle atmosfere di “Drachenreise” anche se la sostanza musicale del cdha poco a che fare con un immaginario folkloristico“medievale” fatto di dragoni e stregoni, come forse banalmente ci si potrebbe aspettare e nonostante l’amichevole ed ottima partecipazione nel brano iniziale “Corona” del grande vecchio della new-age, Gandalf… Di fatto le sonorità di “Drachenreise” sono sempre le stesse classiche della new-age elettronica melodica: non mi stupirei se quest’album fosse stato prodotto verso la metà degli anni novanta ed in effetti sono proprio trascorsi una ventina d’anni dall’uscita dell’ ultimo lavoro solita di Lambert, “Dimensions Of Dreams”, se escludiamo le sue svariate collaborazioni specialmente come Hypnosphere; lo stile in “Drachenreise” è una situazione di compromesso tra le tendenze berlinesi scuola Tangerine Dream più musicali (“Underwater Sunlight”, “Le Parc”, “Poland”…) ed una più romantica ed umana new-age progressiva, dall’ampio respiro melodico, piuttosto omogenea nel fondere le moderate pulsazioni ipnotiche dei sintetizzatori conarmoniosesinfonie digitali vicine a Jean Michel Jarre, Vangelis (nella breve “Source” si cita la celebre “Opera Sauvage”), Robert Schroeder ed ovviamente Gandalf, anche se Lambert non condivide purtroppo la stessa inclinazione per la musica folk ed acustica... In sostanza nessuna vera novità ed in fondo non se ne sente troppo il bisogno: Lambert ha la stoffa del compositore e nonostante l’iniziale sgomento di dover (ri)ascoltare timbriche e suoni già sentiti in passato centinaia di volte, si rimane soddisfatti dall’intensità dei brani e dalla bontà delle melodie. Lambert non si vuole presentare come uno sperimentatore, la musica è il suo modo per comunicare emozioni ed esperienze personali da condividere con chi è in grado di ascoltare ed apprezzare: forse talvolta le timbriche dei synths suonano in maniera un pò obsoleta e qualche effetto sonoro rischia involontariamente di suonare più buffo che misterioso in brani come “Estranho” oppure “Call” (quest’ultimo tra l’altro è pure uno dei brani più efficaci con un interessante mood melodico/tribale), ma infine la musica di “Drachenreise” nel suo insieme è godibile ed efficace, come nella drammaticità orchestrale di “Past”, nel rilassato sinfonismo di “Sunrise” oppure nell’epilogo glorioso della title track. Lambert ha così scelto l’essenzialità nei suoni e semplicità d’esecuzione, riuscendo ad evocare buone e sincere vibrazioni...



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Giovanni Carta

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