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ORIENTAL SUNSHINE Dedicated to the bird we love Philips 1970 (Sunbeam Records 2006) NOR

La luce del sole d'oriente brilla sui fiordi norvegesi… sembra quasi una visione mistica, un sogno che riaffiora grazie alla ristampa ufficiale di uno degli album più belli del prog di Norvegia. Nina Johansen, voce e chitarra, e Rune Walle, sitar, chitarra e voce, si erano persi di vista ormai da anni, praticamente dall'epoca dello scioglimento del gruppo, e si ritrovano ora a chiacchierare dei vecchi tempi in cui giovani e squattrinati, con le tasche piene soltanto di sogni e poesia, portavano in giro la loro musica dalle speziate fragranze indiane. Le loro considerazioni ed i loro ricordi sono riportati nel corposo booklet che accompagna questo CD, assieme a una serie di belle foto. Era il 1969 quando i due si cucirono da soli i vestiti per partecipare ad una trasmissione televisiva ma erano così poveri da non poter comprare neanche un paio di scarpe e fu così che Nina salì sul palco scalza… un aneddoto che rende l'idea della felicità, della spensieratezza, dello spirito hippy, se vogliamo, che accompagnava le avventure musicali di quegli anni. Dall'amore per i Beatles e per Ravi Shankar nascono alcune delle bellissime melodie contenute in questo album: spiegano i due che l'uccello al quale il disco è dedicato è proprio il "Blackbird" dei Beatles, oltre che l'immagine della musica stessa. La stampa del vinile si concretizzò grazie ad all'incontro fortunato con un produttore della Philips che rimase colpito dalla musica del duo che si esibiva in giro per il paese. Fu chiamato a questo punto in aiuto l'amico Satnam Singh, uno studente indiano che suonava il flauto di bamboo e le tabla. In maniera molto veloce le session si chiusero in un weekend del 1970. Alle sonorità acustiche ed esotiche del trio di base si aggiunsero i suoni caldi dell'organo Hammond, suonato da Helge Grøsli dei Junipher Greene, il basso di Sture Janson e la batteria di Espen Rud, questi ultimi provenienti dalla scena jazz, presenti per l'occasione in qualità di ospiti. Come potrete immaginare la musica ha atmosfere acustiche, sinuose e vagamente psichedeliche ed accompagna come una nuvola densa di incenso profumato la voce ipnotica, vellutata, profonda e misteriosamente magnetica di Nina che presenta uno stile ed una timbrica che ricordano Joni Mitchell nelle sue struggenti ballate acustiche.
La magia inizia subito dalla prima traccia, "Across Your Life": partono le note del sitar ed il carezzevole Hammond di Helge e subito la voce di Nina riesce ad entrarti nell'anima fino toccare il sublime quando alla parola ocean udiamo il suono malinconico dei flutti marini… e poi sulla musica che scorre piacevolmente si inseriscono i suoni legnosi e sinuosi delle tabla. Gli strumenti indiani creano un che di suggestivo, inseriti nel contesto di una musica che stilisticamente è americaneggiante. Bellissimo è infine l'effetto in crescendo con l'assolo incrociato dell'organo e del sitar, suonato come se fosse una chitarra. Altre volte la musica è più serena, come nella graziosa "Mother Nature" in cui ascoltiamo il suono gentile del flauto di bamboo e la voce di Nina viene seguita da quella di Rune. I toni sono come sempre tenui e prevalentemente acustici, a volte di una struggente semplicità ed i testi evocano innocenza e spiritualità in una filosofia tutta hippy. Si discosta da tutte le altre tracce la penultima "Where You Went" cantata da Satnam in stile tradizionale indiano. Viene raccontato che la stampa, dopo la sua pubblicazione, parlò del disco Norvegese più bello mai sentito fino ad allora… ma sfortunatamente il vinile, prodotto per la sola Norvegia, vendette pochissimo. Lo scioglimento del gruppo arrivò subito dopo la sua pubblicazione a causa della partenza di Nina, colpita dall'improvvisa perdita del padre. Consigliatissima questa bellissima ristampa che ci ha fatto riscoprire un disco semplicemente incantevole, emozionante e particolarissimo.

 

Jessica Attene

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