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PROPHEXY Improvviso Musea Parallèle 2013 ITA

Li avevamo lasciati con “Alconauta”, CD datato 2010. Li ritroviamo dopo tre anni con questo “Improvviso”, interessantissimo lavoro dal vivo, registrato al Teatro San Sebastiano di Valli del Pasubio (Vicenza) il 17 marzo 2012. La band si presenta sul palco con una formazione che vede Gabriele Martelli alle chitarre, Diber Benghi alle tastiere, Alessandro Valle al basso e al flauto, Luca Fattori alle parti vocali e Stefano Vaccari alla batteria.
Il titolo “Improvviso” e la copertina con persone ammassate a formare un cervello (o meglio un ”meta-cervello, persona di persone, è inteso anche come pensiero di massa, che schiaccia i singoli a cui non è data scelta. Un “Deus Ex Machina” che impedisce di uscire dal coro dei “giusti”, come si legge sul loro sito) vanno già di per sé a formare una sorta di “immagine” e a dare suggerimenti forti su quello che andremo ad ascoltare. A proposito del sito, segnaliamo un’altra divertente curiosità: al fianco del nome del gruppo c’è un segnale di divieto all’interno del quale si legge 4/4… ulteriore indizio della direzione sonora intrapresa dai musicisti… Possiamo comunque dire immediatamente che se avevamo già apprezzato il loro lavoro in passato, questo nuovo cd segnala un ulteriore passo avanti per un gruppo che comincia a mostrare al meglio le proprie potenzialità.
La scaletta contiene anche brani inediti e già con l’opener “Tritone”, tratta dal citato “Alconauta”, i Prophexy mostrano un bellissimo assaggio della loro musica: chitarra nervosa frippiana protagonista principale, canto lunatico e un andamento in generale asfissiante, che presenta però piacevoli aperture dove si avverte una maggiore distensione, grazie anche all’utilizzo del flauto. Il marchio dei King Crimson è ben presente un po’ in tutte le composizioni eseguite e mette bene in mostra la proposta cerebrale della band, cosa che si rende ancora più evidente con aperture di stampo jazz-rock e che richiamano gli Area o i più recenti D.F.A. (in particolare su “Stralci del quotidiano” e “C’è vita sulla luna?”), con passaggi dalle ritmiche stravaganti (in questo senso “Trickster” sa tanto di Primus) e con lunghe aperture strumentali in cui i musicisti fanno viaggiare le note con una certa libertà, oltre che con perizia esecutiva. Alla fine si nota allo stesso tempo l’ispirazione inevitabile da alcuni grandi del prog, ma anche una voglia enorme di districarsi da etichette precise, di cercare un percorso personale che si traduca anche in una vitalità esuberante nella proposta della band. Qualche volta il metal, quello veramente buono e tecnico, fa capolino, ma in generale sono le tinte cremisi a prevalere. Tranne nelle due bonus tracks finali, quando ai Prophexy si aggrega Richard Sinclair (sì, proprio lui!) per l’esecuzione di due perle dei Caravan: “Disassociation” - un estratto intimista della meravigliosa suite “Nine feet underground” – e “Golf girl”. Grande conclusione per un ottimo live!


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Peppe Di Spirito

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