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QUESTION MARK La terra rossa QM/Legacy Records 2013 POL

Un gruppo polacco che intitola un proprio disco in italiano?? Tra le tante bizzarrie che si vedono, questa in effetti è molto particolare... Rimasti ignoti alla maggior parte del pubblico per molti anni, i Question Mark sono diventati una piccola realtà nell’ambito della scena avant rock-jazz polacca più sotterranea, il cui embrione risale addirittura verso la fine degli anni settanta: trascorso un lungo periodo di attività live più o meno costante e presumibilmente poco soddisfacente, i Question Mark si sono riattivati nella loro originale formazione a trio, composta da Bogusław Raatz (chitarra), Marek Matuszewski (batteria) e Jacek Dołęga (basso) e così verso l’inizio del nuovo secolo hanno ritrovato la giusta spinta per dare una svolta concreta alla propria attività musicale con la pubblicazione, infine, di un paio d’album di jazz rock ermetico e dai notevoli risvolti psichedelici, “Laboratory” del 2010 (suonato con la collaborazione del jazzista Andrew Przybielskie) e “W Polskim Radiu PiK”, uscito nel 2009. Successivamente all’inserimento in line-up del tastierista Michael Ogorodov e del violinista Robert Bielak, i Question Mark hanno dato vita al loro ultimo album “La Terra Rossa”, un lavoro piuttosto singolare ed enigmatico, inciso interamente live in una serie di sessions suonate tra il febbraio ed il novembre del 2012: disco camaleontico e dalle caratteristiche ombrose ed un pochino criptiche, “La Terra Rossa” è strutturato attraverso quattordici movimenti strumentali, attraverso i quali sono tracciati diversi percorsi e temi musicali interconnessi su un unico filo conduttore... La chitarra di Bogusław Raatz ed il violino elettrico di Bielak rappresentano il nucleo artistico di “La Terra Rossa” e si dividono la scena in due parti distinte: le lunghe e frenetiche improvvisazioni hard jazz di Raatz alternano sonorità urticanti e psicotiche a passaggi più riflessivi e sognanti in un’ottica psichedelica a tratti non distante dall’estetica space-rock (grazie anche all’ottimo lavoro di tastiere), dall’altra parte gli interventi di Bielak al violino sottolineano i momenti più drammatici ed avant-garde del disco, in sintonia con le atmosfere più decadenti di certo post-rock contemporaneo... Pur non essendo priva di qualche lungaggine (in fondo trascurabile) e con un piccolo rimpianto per non aver sfruttato in maniera più estesa le ottime possibilità espressive del tastierista Michael Ogorodov, la cui presenza è limitata in quattro brani, “La Terra Rossa” si rivela come un’opera imprevedibile e di grande fascino, anche se estremamente oscura, dalle trame mistiche ed esoteriche. Concettualmente vicini alla tradizione delle jam-bands più eclettiche, i Question Mark sono un gruppo di musicisti preparati e soprattutto dotati di quell’ispirazione necessaria per comunicare tra le righe qualcosa di ben più profondo e coinvolgente di un semplice assolo di chitarra... Insomma, l’ideale ascolto per gli ammiratori di musicisti del calibro di Bill Frisell o per gli amanti dei King Crimson più duri e sperimentali...


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Giovanni Carta

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