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RAIN Cerulean blue Telos Music 2004 UK

Un viaggio lungo tutta una vita attraverso l'America narrato nel corso delle sette tracce che compongono questo debutto discografico. La storia si delinea attraverso le cartoline (raffigurate fra le illustrazioni del CD) ricevute dal misterioso Mr Jaeger, il cui segreto viene svelato in Alaska, sulle pendici del monte McKinley, nell'ultimo brano di questo concept. Il viaggio sicuramente uno spunto interessante per cercare di elaborare atmosfere e suggestioni legate a particolari posti o circostanze. Cos, Rain (multistrumentista, cantante e autore dell'intero progetto) incredibilmente abile a catturare suoni, anche naturali, e a mettere in piedi scenografie musicali efficaci che fanno da sfondo alle vicende narrate, toccando le giuste corde emotive dell'ascoltatore. Particolare la scelta di lasciare al teatrale Rob Brown (noto per aver prestato la sua voce per il riadattamento dei "Canterbury Tales" di Chaucer per la BBC) il compito di narratore all'inizio di ogni brano. La voce del narratore sempre sottolineata da un gentile corteo d'archi e da suoni che aiutano l'ascoltatore ad entrare in confidenza con il nuovo scenario narrativo. Forse questo espediente spezza troppo il concept, separando in maniera netta i diversi episodi che altrimenti avrebbero potuto scivolare delicatamente l'uno nell'altro. Si tratta comunque di una scelta precisa dell'artista, pi o meno condivisibile, che comunque non compromette la riuscita dell'opera.

La cura delle ambientazioni sonore eccelsa: il vento, la pioggia, voli di uccelli scivolano con delicatezza fra le note musicali, creando un insieme variopinto gradevole e vivace. Le atmosfere sono sempre acquerellate e malinconiche, quasi new age e la musica sempre sfumata, con delicate reminiscenze romantiche Floydiane o degli ultimi Marillion. Tutta una serie di strumenti viene sfruttata per arricchire la musica: dagli archi al sassofono all'organo a canne, questi si fanno comunque strada in punta di piedi, senza distrarre troppo l'ascoltatore dal mood principale dei singoli brani. In "Parsifal" un coro di voci bianche rende l'atmosfera cupa e sacrale, mentre un sassofono si intervalla, dando la sensazione di una malinconia struggente ed inafferrabile. La centrale "Light and Magic" rappresenta la traccia pi lunga con i suoi 10 minuti; per la costruzione dello sfondo sonoro viene utilizzata la citazione dei primissimi secondi di "Watcher of the Skies" che si ripete in un loop ipnotico: l'effetto particolare e dona alla canzone un aspetto nostalgico ed onirico.

Gli arrangiamenti sono tutti estremamente distesi e vaporosi, basati sulla persistenza dei suoni che sembrano espandersi in nubi soffici, con sottofondi quasi ambient. La voce di Rain profonda e vellutata ed il suo timbro potrebbe ricordare vagamente quello di Hogarth. Questa non si concede a particolari voli di registro e qualche volta, in poche occasioni per fortuna, appare quasi impacciata, soprattutto quando si tratta di affrontare note pi alte. Si tratta di un album delicato e tutto sommato gradevole, privo di virtuosismi e barocchismi, lineare ed ispirato anche se bisognoso forse di qualche piccolo aggiustamento.

 

Jessica Attene

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