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ROS The incredible journey Do Re 2006 ITA/DAN

Sicuramente tutti ricordano il Campo di Marte ma sicuramente non tutti sanno che Enrico Rosa, chitarrista della band, vive ormai da tempo nelle fredde terre della Danimarca. Ebbene, Enrico ha rinunciato al sole dell'Italia ma non certo alla musica che continua a far parte della sua vita e la cui passione condivide con la moglie Eva, diplomata e ora insegnante all'Accademia Musicale di Odense. Ecco quindi le due rose del moniker, marito e moglie, insieme nella realizzazione di questo idillio sonoro. Eva non una presenza del tutto nuova per i fan del Campo di Marte: aveva infatti partecipato al concerto reunion del 2003 da cui stato estratto il live "Concerto Zero". Dopo le dovute presentazioni mi sembra opportuno dire subito che quanto contenuto in questo album non musicalmente riconducibile alla passata esperienza nel gruppo prog nostrano e anche l'etichetta data dal duo "progressive chamber music" non calza a pennello con quello che possiamo sentire in questi undici brani strumentali. Come avrete potuto intuire si tratta di un album acustico per chitarra e flauti. Lo stile quanto mai vario e si tratta in generale di una collezione di quadretti musicali dalle sonorit delicate e sognanti, molto spesso dal sapore rinascimentale o barocco, con splendidi intrecci fra la coppia di strumenti, che spaziano dal folk all'improvvisazione jazz in qualche episodio. Non vengono risparmiati momenti di virtuosismo, specie nelle tracce di chiusura in cui Enrico vola letteralmente sulle corde della sua chitarra e sperimentando soluzioni musicali pi impervie, ma la musica nel complesso sempre elegiaca e delicata e l'ascolto sempre agevole. Va segnalato l'utilizzo del wind synthesizer in una traccia, "Night Vision" che si contraddistingue per i suoi suoni sofisticati che in questo caso, almeno per la scelta dei suoni, presenta qualche assonanza col prog sinfonico. L'album corredato da un bel booklet che comprende, fra le altre notizie, una descrizione delle sensazioni di ascolto riferite alle singole tracce. La confezione molto curata, in cartone, e ricorda in piccolo le sembianze dei vecchi LP. Nonostante l'apparenza minimalistica della musica bisogna convenire che si tratta di una realizzazione estremamente curata nei dettagli, una raccolta di piccoli sogni che colpisce per la sua freschezza.

 

Jessica Attene

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CAMPO DI MARTE Campo di Marte 1973 (Mellow 1993) 

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