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VV.AA. Electric minstrels Electric Minstrels/Pick Up 1995 ITA

Questa è, per certi versi, una compilation celebrativa del metal Prog sommerso italiano. 14 gruppi dello stivale italico, più o meno noti e più o meno (o per nulla) Prog si battagliano fin dal primo minuto. Cominciano i noti Black Jesters con "Labyrinth", pezzo già conosciuto al pubblico di Arlequins; seguono poi i Benders, il cui batterista David Barnini è anche il curatore della compilation, con "We can but cry". In rapida sintesi, per motivi di spazio, i gruppi successivi sono: i Ram con "Columbus day", un bel pezzo epic dal piacevole ritornello di chitarra, il fiorentino Roby di Peco, che tutto da solo si occupa di tastiere e programmazione, con la classicheggiante ed emersoniana "Liesbeth" (il pezzo più tipicamente Prog del CD). gli Exarule, che con "Off the bell" ci fanno ritornare su un piano più metallico, ma con non poco dei Dream Theater a dire il vero; bello il pezzo e buona la creatività del gruppo marchigiano. Gli Epica, di cui parliamo più diffusamente altrove, propongono "Credimi", mentre gli Spleen (nulla a che vedere col gruppo altrove menzionato in questo numero) propongono "Inside your blindness", un brano heavy sulla falsariga degli Iron Maiden. I parmensi Wyvern suonano uno speed metal abbastanza interessante a quanto pare, il gruppo nelle sue nuove composizioni si sta leggermente avvicinando ad atmosfere più Progressive. I siciliani Arabesque sono più sul class metal e rappresentano il gruppo alternativo di Bruno Rubino dei Fiaba. I due componenti degli Heaviside propongono il brano peggio registrato del CD: le idee non sono pessime, ma sono di certo penalizzate da ciò. Arriviamo agli Omega Prime, autori con "Paure" di un buon brano Prog dal sapore onirico con buone linee di tastiera, anche se un po' naìf. La coppia di gruppi successiva, Watchful Eyes e Dangerous Kitchen, rappresentano due proposte basate sul thrash metal, anche se non troppo truce, quindi giungiamo ai conclusivi Neurotica che con "Affamati" propongono qualcosa d'interessante ed originale, di difficile definizione, ma che lascia spazio a molti sviluppi per le loro produzioni successivi. In definitiva, si tratta di un CD interessante per chi ama certe sonorità, che dà un discreto quadro su alcuni interessanti gruppi di cui sentiremo forse parlare in futuro.

 

Alberto Nucci

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