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VERTICAL ALIGNMENT Signposts autoprod. 2006 USA

La cosa che salta maggiormente all'occhio dell'esordio discografico di questo gruppo di musicisti non più giovanissimi, è sicuramente la folta schiera di ospiti reclutata per l'occasione, che vede la partecipazione di membri di Glass Hammer, Salem Hill, Ajalon, Farpoint e altri personaggi, fra cui il celebre scrittore fantasy Stephen R. Lawhead (autore del ciclo di Albion e della saga di Pendragon) che ha realizzato il testo di una canzone. Insomma al gruppo sembra proprio che piaccia fare le cose in grande, tanto più che ha già schedulato l'uscita di tre nuovi lavori nei prossimi anni. Tornando a questo disco, anche l'idea che sta alla base del concept è grandiosa: si tratta della convinzione che Dio si serva di ogni grande evento catastrofico che coinvolge l'umanità per guidare il destino degli uomini verso strade più elevate. Vengono quindi passati in rassegna i più grandi eventi negativi della storia passando dalla seconda guerra mondiale, alla catastrofe del Titanic, senza ovviamente dimenticare la guerra in Iraq e l'assalto terroristico alle torri gemelle. La collana di eventi tragici viene a chiudersi come un rosario sull'ultima perla, quella in cui ci si rivolge a Dio con una preghiera. Il mood che pervade le canzoni è comunque sempre estremamente sereno e rilasciato, come se gli eventi fossero vissuti dall'alto o comunque visti da una prospettiva più ampia ed angoscia e terrore si vengono a stemperare fra le note melliflue ed avvolgenti della musica. Ovviamente non mancano i richiami ai gruppi segnalati fra gli ospiti: abbiamo quindi tastiere ben rappresentate, dalle sonorità brillanti e ricche, melodie avvolgenti e canzoni che si sviluppano in maniera semplice e lineare, senza troppe acrobazie, con elementi sinfonici ma anche AOR. Il tutto sembra come immerso in una atmosfera da sogno, senza troppi sbalzi emotivi. In definitiva si tratta di un disco ben fatto, come si potrebbe affermare il contrario? Non si può certo dire però che questo CD brilli per fantasia ed originalità: lo trovo intriso di luoghi comuni e non privo di qualche banalità. Se comunque avete apprezzato Salem Hill e Ajalon allora questo album potrebbe fare davvero al caso vostro.

 

Jessica Attene

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