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WIGWAM / TAIVAANVUOHI Pop Liisa - Live In Studio 03 / 04 Svart Records 2016 FIN

Il live dei Wigwam negli studi Liisankatu, registrato nell’autunno del 1972, avvenne all’apice della carriera del gruppo che aveva pubblicato, un anno prima, uno degli album più significativi per il Progressive Rock finlandese e fra i meglio accolti dalla critica, “Fairyport” (1971), e che avrebbe dato alle stampe, di lì a poco, l’ottimo “Being” (1974). Il live che il pubblico ebbe la fortuna di ascoltare in sala e via etere, dalle frequenze della radio nazionale, era, secondo Jukka Gustavson (organo e voce), uno dei migliori realizzati dalla line-up dell’epoca che includeva il celebre e virtuoso bassista Pekka Pohjola, il cantante e tastierista Jim Pembroke e il batterista Ronnie Österberg. Questa stessa formazione era purtroppo prossima alla sua fine dal momento che Pohjola e Gustavson avrebbero abbandonato il gruppo nell’estate del 1974.
“Imagine”, un classico che il gruppo era solito proporre dal vivo, non faceva parte dello spettacolo ufficiale di quella serata e venne suonata prima dell’esibizione, durante il soundcheck. Le altre quattro canzoni mostravano le due anime dei Wigwam, quella prog, che sicuramente amo di più, e quella più pop ed affabile, incarnata da due composizioni di Pembroke, “Marveley Skimmer (Friend of the Fields)”, che verrà pubblicata in studio su “Being”, e la conclusiva “Grass for Blades”, un brano chiave nelle esibizioni live dei Wigwam che veniva di solito proposto in chiusura, come in questo caso, in una versione estesa e diversa da quella presente su “Wicked Ivory”, il disco solista di Pembroke uscito nel 1972. Il momento culminante dello spettacolo e di questo live album è senza dubbio rappresentato da “Fairyport”, tratta dall’omonimo album ed eseguita con arrangiamenti diversi rispetto alla versione in studio che ben conosciamo. La sua cupa sinfonicità squarciata da un intermezzo sfavillante sapientemente declinato in chiave jazz rock rapisce immediatamente l’orecchio degli ascoltatori, solleticati dai continui cambi di umore. Non di minor valore è il brano firmato da Pekka Pohjola, “Nipistys”, dal suo album solista “Pihkasilmä Kaarnakorva”, squisitamente sinfonico e dai graziosi riflessi folk.
L’esibizione non fu priva di colpi di scena dal momento che, proprio all’inizio del set, la grancassa di Österberg si ruppe ed il conduttore, il celebre Erkki “Unde” Lehtola, cercò di intrattenere il pubblico durante la riparazione. Lo spettacolo (che si intitolava “Popstudio” ed andava in onda il giovedì sera alle 20:00) avveniva sempre in diretta radiofonica e ogni contrattempo doveva essere gestito sul momento e anche questo rende ragione della grandezza di questo gruppo che, nonostante questo fastidioso inciampo, ha dato vita ad uno spettacolo degno del suo nome.

A Popstudio non venivano invitati necessariamente gruppi famosi ma talvolta anche band che non avevano pubblicato nulla ma che potevano offrire un repertorio sperimentale. Il loro compito era quello di riempire quaranta minuti di trasmissione, avendo cura di non lasciare spazi vuoti sicuramente inopportuni per un programma radiofonico. I Taivaanvuohi (nome che in italiano significa “beccaccino”) non arrivarono mai alla pubblicazione di un album ma erano abbastanza conosciuti a livello underground nel circuito live di Helsinki. La loro vita musicale è stata breve e travagliata da numerosi cambi di line-up che, al momento della loro performance radiofonica alla radio finlandese, comprendeva il veterano Sami Hurmerinta alla chitarra elettrica, Tarmo Roselund alla voce, Perti “Pepa” Päivinen al sax alto e al flauto, Urpo Siitonen al basso e Ismo Räisänen alla batteria.
Il set comprende 5 brani, quattro dei quali composti da Hurmerinta, più una cover di Zappa, “Orange County Lumber Truck”, che pone fine allo spettacolo in modo memorabile. Lo stile ha un forte appeal rock con tinte psichedeliche vivaci e interessanti accenti jazz. Gli elementi chiave del sound sono rappresentati senza dubbio dal sax di Päivinen e dalla chitarra elettrica di Hurmerinta, spesso intrecciati fra loro in antagonismo o in sinergia, mantenendo alti i livelli energetici di una musica atletica e muscolare. Si ritaglia un ruolo a parte per la sua delicatezza la centrale “Gloom”, con il flauto e una malinconica chitarra blues, scritta in memoria del fratello di Hurmerinta prematuramente scomparso. Fra i pezzi più interessanti cito invece “Forward Bound” con i suoi dieci minuti di durata ed i dialoghi incrociati fra sax e chitarra.
All’inizio del 1974 i Taivaanvuohi ebbero dei contatti con l’etichetta Love Records, l’unica che all’epoca avrebbe potuto pubblicare musica di questo tipo. Fu richiesto al gruppo di preparare dei pezzi in finlandese che avrebbero avuto sicuramente più mercato, ne vennero effettivamente composti alcuni ma la band iniziò a poco a poco a perdere pezzi fino al suo scioglimento. Non sapremo mai come sarebbe stato questo album ed è un vero peccato perché sicuramente i Taivaanvuohi si sarebbero ritagliati un posto tutto loro nel panorama prog finlandese. Resta comunque questa interessante esibizione che finalmente abbiamo la possibilità di apprezzare su CD assieme a quella dei Wigwam appena commentata oppure in solitario su vinile pubblicato sempre dalla Svart. Consiglio in ogni caso l’ascolto di questo album che aggiunge un tassello importante all’interessante panorama del prog rock finlandese che personalmente adoro.



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Jessica Attene

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