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PROGRESSIVE ROCK IN INDONESIA: L’era d’oro del progressive Indonesiano (1975-1979) - Parte 2 Francesco Inglima
 

L’era d’oro del progressive Indonesiano (1975-1979)
Parte 2





QUI
la prima parte
QUI la prima parte de "La nascita del rock in Indonesia (1965-1974)"
QUI
la seconda parte de "La nascita del rock in Indonesia (1965-1974)"


Una nuova generazione


Abbiamo analizzato nella sezione precedente l’evoluzione di quegli artisti che, affacciatisi sul palcoscenico del rock indonesiano sul finire degli anni ‘60 e agli inizi degli anni ’70, hanno saputo maturare la loro proposta è diventare dei veri e propri punti di riferimento anche nel secondo lustro della decade. In questa seconda sezione invece faremo la conoscenza di nuovi musicisti e di nuovi gruppi, altrettanto importanti, che sono saliti alla ribalta proprio in questi anni. Vedremo un figlio di presidente di stato realizzare il capolavoro del prog indonesiano, un gruppo che ha visto censurato il proprio album dal governo, un adolescente destinato ad una grande carriera, emigrati indonesiani che cercano fortuna in Olanda e tanto altro. La scelta degli artisti da trattare in questo capitolo piuttosto che nel successivo sul Pop progressive non è stato semplice, il confine tra il prog e il pop, come spesso accade in Indonesia, è labile e alcuni di questi artisti potrebbero ricadere tranquillamente nella sezione successiva relativa al pop progressivo e viceversa.

Guruh Sukarnoputra + Gipsy = Guruh Gipsy



Autori del disco progressive più bello del rock Indonesiano, i Guruh Gipsy ne sono anche uno dei progetti più particolari e, per certi versi, improbabili. Il gruppo nasce dalla collaborazione tra Guruh Sukarnoputra, quinto figlio del primo presidente indonesiano Soekarno (sì, proprio quello che imprigionò i Koes) e il gruppo dei Gipsy dei fratelli Nasution (che ritroveremo più avanti nello speciale).
Guruh, nato nel 1953, già da piccolo ha sempre manifestato una grande passione e attitudine per le arti. A differenza della sorella Megawati, che più tardi diverrà presidente indonesiano, lui ha sempre inseguito il suo sogno che includeva la musica e la coreografia.
I Gipsy, fondati dai fratelli Nasution (Gaury, Keenan, Odink, e Deby), invece erano attivi col nome Sabda Nada a partire dal 1966 ed erano molto confidenti con la musica balinese tradizionale. Nel 1969 cambiarono la formazione con l’ingresso di Chrisye (altro personaggio chiave del rock indonesiano) e cambiarono anche il nome in Gipsy, virando più verso il prog rock, cimentandosi in cover di gruppi come Procol Harum, King Crimson, EL&P, Genesis e Blood, Sweat & Tears. Nel 1973 entra nel gruppo anche il violinista Adjie Bandi dai C’Blues, il pianista Rully Djohan e il sassofonista Lulu Soemaryo. Con questa nuova formazione si trasferiscono per un breve periodo a New York dove tengono dei dei concerti. Dopo l’esperienza americana la formazione cambia ancora e nel 1975 c’è l’incontro con Guruh.
La collaborazione tra i due, che prenderà il nome appunto di Guruh Gipsy, è stata resa possibile dalla forte passione di Guruh nel combinare la musica pentatonica tipica del Gamelan con la musica diatonica occidentale. Riuscire in questa impresa non è stato semplice, infatti le registrazioni, iniziate a luglio 1975, sono durate ben 16 mesi. Durante questo periodo Guruh ebbe non poche difficoltà: si preoccupò di trovare i finanziamenti (non facili) per il progetto, trovare uno studio (altra cosa non facile in Indonesia) con un registratore a 16 tracce. Tutto ciò oltre a suonare il pianoforte e il gender (strumento tradizionale del Gamelan) e a comporre la musica con gli altri membri della band che erano Keenan Nasution (batteria), Odink Nasution (chitarra), Abadi Soesman (tastiere), Roni Harahap (piano/organo), Adjie Bandi (violino) e Chrisye (voce). Ci furono altre difficoltà dovute anche alle tante persone coinvolte nel progetto: oltre ai membri della band infatti ha partecipato alle registrazione una molteplicità di musicisti ospiti, come i violinisti Suryati Sumpilin, Suseno, and Fauzan, i violoncellisti Sudarmadi e Bambang Purwadi, il contrabbassista Amin Katamsi, il flautista Suparlan, l’oboista e clarinettista Yudianto, oltre a un ensemble di musicisti balinesi e alle coriste Rugun e Bornok Hutauruk. Tuttavia il risultato finale è strepitoso: uscito per l’etichetta indipendente Dela Rohita, il disco omonimo ebbe un grosso successo e può essere considerato una vera pietra miliare che influenzerà generazioni future di musicisti indonesiani. Non a caso Rolling Stones lo inserirà al secondo posto dei migliori dischi indonesiani di tutti i tempi. La musica combina in maniera brillante la musica rock occidentale, in particolare il progressive rock di stampo sinfonico, con la musica tradizione giavanese e balinese.
Terminato il progetto, Guruh continuerà le sue attività artistiche con il gruppo di musica e danza da lui fondato chiamato “Swaramaharddika” che ebbe molto successo tra gli anni ‘70 e gli anni ’80, mentre i Gipsy si sciolsero e i vari membri proseguirono le loro carriere. Su tutti Adjie Bandi, Chrisye e Keenan Nasution che ritroveremo come protagonisti dei capitoli successivi.

Il rock da camera degli Abbhama


Un’altra band autrice di una carriera molto breve, ma estremamente intensa, è quella degli Abbhama. Anche loro, come i Guruh Gipsy, pubblicheranno un solo album, ma di qualità notevole! La band nasce nel 1977 da un gruppo di studenti del Giacarta Art College e si compone di una formazione alquanto interessante formata da Iwan Madjid alla voce, piano, Mellotron e flauto, Darwin B. Rachman al basso e tastiere, Cok Bagus alle chitarre, Hendro all’oboe, Robin Simangunsong alla batteria, Oni alle tastiere e sintetizzatori, Dharma al flauto, Ivan alla viola e Benny Tubagus come autore dei testi. Già dalla composizione di questa formazione si può intuire la non banalità della proposta musicale del gruppo. Madjid, che ritroveremo anche nei successivi capitoli, ne è il leader e principale compositore della band. Proveniente da una formazione di musica classica, prima di fondare il gruppo aveva già collaborato con Tubagus nella composizione della musica per l’opera teatrale “Operette Cikini”, realizzando una vera e propria rock-opera. Lo stesso Madjid a proposito della genesi del nome ricorda: “Il nome è venuto fuori all’improvviso mentre stavamo effettuando le registrazioni
I primi concerti erano principalmente al campus universitario e in piccoli locali e al loro interno prevedevano anche pezzi di musica classica di Bach e Debussy. Le loro fonti di ispirazione erano però anche band progressive come EL&P e Genesis. Il primo concerto importante è del novembre 1978, quando aprono per Keenan Nasution al Taman Ismail Marzuki di Giacarta. Con il supporto di un piccolo ensemble di musica da camera, gli Abbhama propongono a sorpresa la composizione di Vangelis “Heaven and Hell” e non il loro materiale per paura di non essere apprezzati. Nel 1979, grazie all’etichetta Tala & Co, riescono a pubblicare il loro primo e unico album “Alam Raya” (universo).
La musica degli Abbhama si basa un nucleo centrale fatto di eccentriche canzoni pop e pezzi strumentali complessi con qualche influenza classica. Colpisce particolarmente la voce angelica di Iwan Madjid che può ricordare Jon Anderson o Roger Hodgson. Ottimo anche il suo lavoro con il Mellotron e i flauti che conferiscono alla musica un sapore avvolgente e misterioso. Gli Abbhama spaziano in diversi generi, dal folk, al rock, al pop fino alla classica con un approccio quasi cameristico in alcuni frangenti (come nel brano “Terlena”). Molto belle e raffinate alcune canzoni sono completamente acustiche e la viola, l’oboe e il flauto creano armonizzazioni da brividi. Purtroppo dopo l’album la band si scioglie. Iwan assieme al bassista Darwin fonderà i WoW assieme al polistrumentista Fariz RM, proponendo un pop prog alla Genesis del periodo Abacab. Gruppo che verrà analizzato nel prossimo capitolo.
Pur non avendo avuto il successo di altri gruppi prog del periodo, gli Abbhama sono stati molto rivalutati in seguito, tanto da comparire al 70° posto nella lista dei migliori 150 album stilata da Rolling Stones. Il disco “Alam Raya” per altro è anche facilmente reperibile in CD visto che è stato ristampato recentemente più di una volta.

Il suono della natura del gruppo del villaggio (Kelompok Kampungan)


Avevamo già visto come molti musicisti con proposte musicali poco convenzionali non siano mai riusciti a pubblicare alcun disco. Caso ancora più particolare è quello del disco “Mencari Tuhan” dei Kelompok Kampungan che riuscirono sì a pubblicare un album, ma subito censurato dal governo di Shuko a causa dei loro testi sovversivi. Per nostra fortuna nel 2013 l’etichetta canadese Strawberry Rain è riuscita a recuperare questo gioiellino e renderlo accessibile a tutti, ma partiamo con ordine.
Il gruppo nasce agli inizi degli anni ‘70 a Yogyakarta dal gruppo di lavoro teatrale WS Rendra con il nome di Nyai Pilis. Il gruppo vede al suo interno Sunarti Rendra, sua moglie Rendra e altri membri come Sawung Jabo, Edi Haryono e soprattutto Bram Makahekum che presto ne diventerà il leader. In questo periodo si occupano principalmente della musica di sottofondo alle rappresentazioni teatrali, ma nessuno prende la musica troppo sul serio. Nel 1977 cambiano il nome in Kelompok Kampungan (il cui nome significa gruppo del villaggio rurale). Bram Makahekum è musicista autodidatta senza alcuna esperienza. E’ proprio da questa sua mancanza di formazione musicale che nasce il nome del gruppo. Infatti alla domanda sul perché di tale nome lo stesso Bram ricorda:
Nella nostra società le cose che sono disarmoniche, pacchiane o ingenue sono chiamate “kampungan” (villaggio rurale), ma secondo noi “kampungan” ha un altro significato, il villaggio è onestà, accettare quello che si è, ma ha anche uno spirito creativo. Se i giovani si riuniscono e cercano di essere creativi nel campo dell'arte può essere l'arte di Kampungan.
Il gruppo si è chiamato Kampungan perché dopo tutto , noi proveniamo dai villaggi, la nostra arte nasce dalla spontaneità in risposta alle circostanze che ci circondano e ci coinvolgono nelle problematiche della nostra vita di tutti i giorni
.”
Il gruppo messo su da Bram è un vero e proprio ensemble numerosissimo. Oltre agli strumenti rock più classici e agli strumenti della tradizione indonesiana, ce n’erano molti altri inventati da loro. Tra i membri che si aggregano al gruppo da segnalare il bassista Areng Widodo dei Golden Wings, il batterista percussionista Innissiri proveniente da gruppi rock minori come The Lheps, Spider e Amudas e il bravissimo polistrumentista Rudra Setiabudi che nel gruppo suono principalmente il flauto e l’oboe.
La loro musica è istintiva e primordiale, forse non è nemmeno giusto definirla folk, piuttosto cercano di riproporre le sonorità presenti in natura. Infatti lo stesso Bram, descrivendo la propria proposta musicale, dice:
Non pretendiamo di esplorare la musica e le sue tradizioni, ma cerchiamo di fare una musica Kampungan senza anima, nel senso che, utilizzando un equipaggiamento alla nostra portata, ci interroghiamo, consapevoli dei rischi, sul presente e sul futuro. I nostri testi, quindi, non sono ne dolci, ne raffinati, ne sobri.
Rappresentativo di tutto ciò è il disco del 1980 “Mencari Tuhan”. Un album dal fascino primordiale e di non difficile assimilazione. Musica etnica, blues, jazz e classica si fondono con molto eclettismo e qualche ingenuità. Ingenuità che in questo contesto diventano però una risorsa, conferendo all’album una spontanea magia e una forza espressiva unica nel panorama indonesiano. Tuttavia i testi molto duri contro il governo comportano la censura del disco che viene immediatamente ritirato dal mercato. Solo nel 2013 l’etichetta canadese Strawberry Rain riporta alla luce questo piccolo gioiellino. Sempre la stessa etichetta canadese, nel 2014, pubblica anche un altro EP di materiale inedito relativo ad altre registrazioni del periodo di “Mencari Tuhan”. Anche questo si tratta di materiale molto interessante sulla falsariga del disco precedente.
La censura da parte del governo distrugge le motivazione della band che si scioglie ma quasi tutti i membri continuano la loro carriera artistica seguendo altre strade. Quello ad aver maggior successo è Sawung Jabo che fonda prima i Sirkus Barock e poi gli Swami assieme a Iwan Fals, oltre a far parte di tante altre band. Rudra Setiabudi diventerà un ingegnere del suono per lo studio Aquarius Recording. Areng Widodo si occuperà di scrivere musica per la televisione. Agus Murtorno si unirà a diverse orchestre a Giacarta e Yogyakarta, mentre Innisire avrà una brillante carriera come batterista in gruppi come Kantata Takwa, Swami, Dalbo e Kahanan. Bram continuerà ad essere coinvolto nella composizione di musiche, ma si dedicherà anche ad altre forme di arte. Nel 1998 riforma la band per una ripubblicazione dell’album, appoggiato da un partito politico interessato in particolare all’utilizzo della canzone “Bung Karno” per la propria propaganda.

Dall’inferno al paradiso: Sawung Jabo & Sirkus Barock


Abbiamo appena fatto la conoscenza con Sawung Jabo che, da qui in avanti, assumerà un ruolo molto importante per le tematiche trattate in questo speciale. Nel 1975 fonda il suo proprio gruppo, i Sirkus Barock, tra le cui fila ritroviamo il batterista Innisire oltre ai musicisti Nanoe, Totok Tewel e Edi Darome.
Nel 1976 pubblicano il loro primo album “Anak Satan” (figlio di satana), disco molto interessante che vede la collaborazione di molti musicisti e un approccio che risente molto dell’esperienza con il gruppo WS Rendra, ma anche qualcosa dei Kampungan. Infatti, pur essendo un mix tra progressive rock e art rock, un po’ poppeggiante, colpisce la ricchezza degli strumenti, in particolare dei fiati e delle percussioni. Dopo l’album, per un periodo Jabo torna ad occuparsi di musica per teatro. Nel ‘79 si sposa l’australiana Suzan Piper e si traferisce con lei in Australia con l’intento di approfondire le sue abilità musicali. Verso la metà degli anni ’80 ritorna in Indonesia e riforma la band con la quale pubblica gli album “Balada Pengangguran” (1988), “Bukan Debu Jalanan” (1989), “Kanvas Putih” (1993), “Fatamorgana” (1994), “Jula Juli Anak Negeri” (2001) e “Anak Angin” (2011). Gli album, seppur sempre di buon livello, non raggiungono mai l’estro dell’esordio, ad eccezione dell’ultimo. “Anak Angin” (figlio dell’angelo), che è il naturale prosieguo di “Anak Satan” e anche il livello dell’album è simile. Non sembrano essere passati 36 anni e il sound della band è ancora fresco e potente.
In parallelo ai Sirkus Barock, porta avanti un’infinità di progetti. Tra cui il gruppo Dalbo e diversi album solisti, ma su tutti va segnalata la proficua collaborazione con un altro genio del rock indonesiano quale Iwan Fals. Con lui infatti crea il gruppo prog degli Swami con i quali realizzerà due album molto validi, duetta nell’album “Wayang Anak” e collaborerà per un breve periodo anche con i Kantata Takwa. Ma di tutti questi progetti riparleremo in maniera più approfondita in una sezione successiva dedicata ad Iwan Fals.

Tra Classica e Rock: Barong’s Band


Un musicista di primaria importanza è certamente Eros Djarot, in particolare il suo contributo sarà decisivo per lo sviluppo del Kreatif Pop che approfondiremo nel capitolo successivo. Per quanto riguarda il contesto di questo paragrafo è invece importante e spesso trascurata la sua esperienza con la Barong’s Band. Nato nei pressi di Yogyakarta, è proprio in questa città che passa i suoi primi anni scolastici prima di fare le scuole superiori a Belitung, nel sud di Sumatra. Si trasferisci quindi a Colonia in Germania per laurearsi in ingegneria industriale. Di ritorno dalla Germania, nel 1975, fonda il gruppo progressive Barong’s Band. Oltre a lui, che compone la quasi totalità dei brani, canta e suona la chitarra e fisarmonica, troviamo il fratello Epot al basso, Tri Anggono alla batteria, Adi e Gaury Nasution alle chitarre e Debbi Nasution alle tastiere, questi ultimi due proveniente dai Gipsy.
Pubblicano entrambi i loro dischi nel 1976. Il primo disco “Kawan Lari” è la colonna sonora dell’omonimo film, anticipando quella che sarà la grande passione cinematografica di Djarot. La proposta, pur partendo da basi pop, è molto sinfonica e armoniosa. Migliore e più variegato è il secondo e omonimo disco. Debby Nasution assume un ruolo principale, inserendo all’interno della proposta musicale della band partiture classiche alla Bach. Troviamo anche un brano tango/punk molto particolare.
Sempre nel 1976, l’ambasciata americana offre a Eros la possibilità di studiare alla London International Film School che lo porterà a diventare negli anni ‘80 anche un regista acclamato e pluripremiato. Per quanto riguarda la carriera musicale, decide di sciogliere la band e dedicarsi completamente alle colonne sonore. La prima sarà una certa “Badai Pasti Berlalu”, disco considerato dalla rivista musicale Rolling Stones e da tutti gli indonesiani (o quasi) il disco più importante del rock indonesiano, oltre ad essere il disco da cui nascerà la corrente musicale del Kreatif Pop. Ma questa è un’altra storia che racconteremo successivamente.

Meglio tardi che mai: Christmas Camel


La scena prog indonesiana dell’epoca è molto più vasta, da quello che emerge dalle registrazioni dell’epoca. E noi abbiamo limitato la nostra attenzione, purtroppo, ai soli artisti che siano riusciti a lasciarci delle testimonianze. Un gruppo che in quegli anni non è riuscito a pubblicare nulla sono i Christmas Camel, per loro fortuna sono stati recuperati e pubblicati nel 2010 dalla Indonesian Progressive Society.
Verso la metà degli anni ‘70, 4 giovani di Yogyakarta: il batterista Harry Soetanto, il chitarrista Oni, il bassista Koko e il tastierista Niti, decidono di formare un gruppo rock e chiamarlo con il titolo di una canzone dei Procol Harum, Christmas Camel appunto. Niti e Oni però decidono di lasciare la band e vengono sostituiti dal chitarrista dei Gama Haryo Sasongko, detto Kongko, e il tastierista Rudy Wibowo proveniente da Medan dove suonava nei Fairchild. Alla band si unisce per un breve periodo anche il cantante Hengki, proveniente dalla Papua (la regione più orientale dell’arcipelago), sostituito poi definitivamente da Harmain Nor proveniente dal Borneo. Con questa formazione fanno i primi concerti a Yogyakarta e dintorni. Purtroppo però Harmain muore e la band decide di non sostituirlo. Riescono a registrare sette tracce al Pusat Kataketik Studio di Yogyakarta tra il 1977 e il 1978 con il supporto di altri musicisti locali, tra cui il cantante Bambang Ciptadi, il flautista Nano Tirta e il gruppo vocale Camatha. Queste sessioni hanno preso il nome di “Christmas Camel & Company”. L’album, come già detto, non verrà pubblicato e tutti i membri della band abbandoneranno la carriera musicale. I quattro musicisti però non smettono di sperare di vedere il loro materiale pubblicato e finalmente, grazie al supporto della Indonesian Progressive Society, riescono, 32 anni dopo, a pubblicare il loro materiale originale opportunamente remasterizzato. L’album prende il nome dalle sessioni di “Christmas Camel & Company” ed è certamente uno dei dischi meglio registrati di prog indonesiano proveniente dagli anni ’70. La musica in sé è abbastanza derivativa dai modelli occidentali, in particolare (ovviamente) dai Procol Harum, ma scorre comunque abbastanza piacevolmente, con un flauto spesso in bella evidenza.

La psichedelia etnica di One Dee



Figlio dell’attivissima scena di Bandung è il chitarrista e cantante Wandi Kuswandi, noto principalmente con il nome d’arte One Dee (che non è altro che l’inglesizzazione del suo nome indonesiano). Purtroppo si hanno poche informazioni su di lui ma sono diversi gli album che ha registrato, anche se è tutt’altro che semplice recuperarli ed essere sicuri delle date di uscita. Come già avevamo accennato nel capitolo sulla scena di Bandung, One Dee è attivo fin dai primi anni ‘70 ed in particolare nel 1973 con il gruppo femminile delle Lady Faces, forma appunto il gruppo One Dee & Lady Faces che pubblica un album folk psichedelico, sempre con quella vena un po’ melensa che affligge tutti i dischi indonesiani, ma con atmosfere oniriche e ricercate. Nella seconda metà degli anni ‘70 fonda invece il gruppo One Dee Group assieme all’onnipresente batterista Jelly Tobing, il bassista Mang Imank e il tastierista Ferry Atmadibrata. Con questa formazione pubblicano una serie di album molto interessanti tra musica tradizionale indonesiana, pop, prog e musica latino americana. E’ impossibile essere certi della loro discografia, ma dovrebbero aver pubblicato almeno quattro album, in alcuni di questi dovrebbero essere partecipi alcuni componenti dei Giant Step dei quali One Dee era molto amico. Sono tutti molto interessanti e originali a partire da “Pop Basa Sunda” e “Pop Basa Sunda Vol. II”, usciti tra il ‘76 e il ‘77, ma tra tutti l’album migliore è “Jurig Jarian” del 1978 e, guarda caso, uscito per la SM recordings. E’ un disco molto divertente e movimentato, di difficile catalogazione. Risente forse delle influenze dei lavori di Roesli (con il quale per altro One Dee ha collaborato spesso) ma con un approccio più leggero e istintivo. Nel 1977 One Dee è uno degli artefici assieme a Harry Roesli del progetto Monticelli Club, un ensemble molto numeroso che comprende tutti i migliori musicisti della scena di Bandung tra i quali ritroviamo Janto Diable (storico batterista degli Shark Move), Dini Soewarme, Ferry F.H. & Ira e tanti altri. Come gruppo di supporto troviamo addirittura tre Giant Step quali Benny Soebardja, Alber Warnerin e Haddy Arief. Il loro unico disco, dal titolo significativo di “Musik Akustik”, è guarda caso tutto acustico anche se con evidente influenza progressive e folk.
Sul finire degli anni ‘70 il gruppo si deve essere sciolto, ma di One Dee si sa ben poco tranne che è ancora vivo, ma che non si occupa più di musica. Ferry Atmadibrata invece continua la sua carriera musicale è diventa un rinomato compositore, in particolare compone le musiche dell’album del 1985 “Kasih Wanita” del cantante Dodi Worman che riscuote un notevole successo.

L’esordio di un nuovo talento: Riza Arshad e i Rara Ragadi



Un altro gruppo di cui si hanno pochissime informazioni ma certamente molto interessanti sono i Rara Ragadi fondati dai fratelli Iwan e Riza Arshad, il primo alla voce e il secondo alle tastiere. Oltre a loro troviamo il chitarrista Raidy Noor e il batterista Cendy Lunt. Sono tutti giovanissimi quando pubblicano il primo omonimo album nel 1978, Riza ha solo 15 anni! Ma a dispetto della giovane età il disco è davvero interessante e molto progressive, con influenze dei gruppi inglesi principali. Purtroppo poco dopo l’album Iwan muore, mentre Riza diventerà negli anni ‘90 il leader del gruppo jazz rock indonesiano più famoso, i SimakDialog! Anche gli altri due membri rimarranno nel mondo della musica: Raidy Noor continuerà a fare album di progressive rock durante gli anni ‘80, tra i quali ricordiamo “Sapa Semesta”, mentre Cendy diventerà un session man, oltre a partecipare in diversi gruppi tra cui i Yohanes Purba & Combates.

Bach in Indonesia: Adjie Bandi e i Contrapunk



Abbiamo già conosciuto il violinista Adjie Bandi per le sue esperienze con il gruppo pop dei C’Blues e i Gipsy. Abbandonati i Gipsy, decide nel 1976 di fondare una nuova band chiamata Contrapunk, invitando alcuni musicisti che avevano appena abbandonato i rispettivi gruppi: Tono Suparto (bassista dei Big Man Robinson), Pungky Moektio (tastierista degli Hookerman), Aris (chitarrista dei The Steel) e il batterista Jessi. Tuttavia Pungky lascerà presto la band, sostituito dall’onnipresente Yockie Suryoprayogo dei God Bless. In aggiunta vengono invitate anche due cantanti femminili con un timbro vocale molto particolare: Titiek Puspa (di stampo operistico) e Grace Simon.
Con questa formazione nel 1976 registrano per la Pramaqua “Putri Mohon Diri”. Le canzoni sono scritte quasi tutte da Bandi e sono un mix sapiente tra pop, rock e musica classica, in particolare Bach. Sono presenti anche inflitrazioni folk, in particolare del karawitan di Sunda. Da segnalare in particolare la splendida canzone omonima che nel 1976 arriva seconda all’Indonesian Pop Song Festival.
Purtroppo dopo questo album molto interessante la band si scioglie. Adjie continua la sua carriera solista e nel 1977 partecipa di nuovo, sempre arrivando secondo, al festival Pop con la canzone “Damai tapi Gersang” (molto simile come stile a quanto proposto con i Contrapunk). La stessa canzone viene scelta per rappresentare l’Indonesia al World Popular Songs Festival in Tokyo dove impressiona i giudici e vince addirittura il primo premio (la prima volta per un artista indonesiano).
La canzone viene pubblicata nel suo primo disco da solista del 1978 chiamato appunto “Damai tapi Gersang” fatto in collaborazione con la moglie e cantante Yetti. Il disco è più pop rispetto a quanto fatto con i Contrapunk, ma rimangono forti le influenze classiche. Nell’album è presenta anche il brano “Kampus Biru”, tratto dalla colonna sonora dell’omonimo album e altri due brani finalisti del pop festival del 1978: “Kecewa” e “Kehidupan”. Nel 1979 esce invece il secondo e ultimo album “Pop Indonesia Vol. 2”, sempre in duetto con la moglie, che riscuote meno successo. Purtroppo nel 1980 c’è un rapido declino per il violinista indonesiano, che ritorna nelle cronache nel 1992 solo per la sua morte.

Olanda-Molucche andata e ritorno: Fragile


Infine vanno citati anche i Fragile, gruppo di indonesiani amanti di Hendrix e Santana provenienti dalle remote isole Molucche ed emigrati in Olanda in cerca di fortuna. Il gruppo è fondato dai tre fratelli Limaheluw, che suonano le due chitarre e il basso, accompagnati da Hank Oraille alla voce e Ted Tahapary alla batteria.
Nel 1976 riescono a pubblicare l’omonimo album in sole 500 copie. La loro proposta ovviamente risente dell’influenza dei loro idoli e spazia tra blues, garage rock, hard rock e un po’ di progressive; il suono molto sporco è dominato dalle due chitarre (principalmente fuzz) che, in assenza di tastiere, si prendono la scena e da la voce spesso urlata del cantante. Di loro poi non si avranno più notizie.

Discografia Consigliata




1975 – Benny Soebardja & Lizard - Benny Soebardja & Lizard **
1975 – Giant Step – Mark I (CD) *
1975 – God bless – Godbless *
1975 – Sirkus Barock – Anak Setan *
1976 – Barong’s Band – Kawin Lari *
1976 – Barong’s Band – Barong’s Band *
1976 – Contrapunk – Putri Mohon Diri *
1976 – Fragile – Fragile
1976 – Giant Step – Giant on the Move (CD) **
1976 – Harry Roesli – Ken Arok *
1976 – Harry Roesli - Titik Api **
1976 – One Dee Group – Pop Basa Sunda
1976 – SAS – Baby Rock *
1976 – SAS – Bad Shock *
1976 – Superkid – Trouble Maker
1977 – Benny Soebardja & Lizard - Gimme a Piece of Gut Rock **
1977 – Giant Step - Kukuh Nan Teguh *
1977 – Guruh Gipsy – Guruh Gipsy **
1977 – Harry Roesli – Gadis Plastik
1977 – Harry Roesli – Tiga Bendera *
1977 – Harry Roesli dan Vocal Group Kharisma - Volume I
1977 – One Dee Group – Pop Basa Sunda Vol II *
1977 – SAS – Vol. III
1977 – SAS – Lapar
1978 – Abbhama – Alam Raya (CD) *
1978 – Benny Soebardja & Lizard – Night Train *
1978 – Christmas Camel & Company – Christmas Camel & Company (CD)
1978 – Giant Step – Persada Tercinta *
1978 – Harry Roesli – Daun *
1978 – Harry Roesli – Jika Hari Tak Berangin
1978 – One Dee Group – Jurig Jarian *
1979 – Benny Soebardja – Setitik Harapan *
1979 – Giant Step – Tinombala
1979 – Harry Roesli – Kota Gelap
1979 – Rara Ragadi – Rara Ragadi
1980 – Benny Soebardja – Lestari
1980 – God bless – Cermin (CD)*
1980 – Kelompok Kampungan – Mencari Tuhan (CD) *
1980 – Kelompok Kampungan – Kelompok Kampungan (CD)
1981 – Ahmad Albar – Dunia Huru-Har
1988 – God Bless - Semut Hitam
1989 – Sirkus Barock – Bukan Debu Jalanan
1991 – SAS – Metal Steele
2012 – Sirkus Barock – Anak Angin (CD) *
2012 – Benny Soebardj & Lizard – The Lizard Years (CD) **
2017 – God bless – Cermin 7 (CD)



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