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LITTLE TRAGEDIES New Faust Mals/Musea 2006 RUS

Una profonda devozione verso la musica classica, la passione per gli EL&P e l'amore per la poesia emergono con prepotenza in questa nuova opera del compositore e tastierista Gennady Ilyin che, assieme agli altri quattro musicisti entrati ormai stabilmente nei Little Tragedies, realizza un album ambizioso, e per di più doppio. Gennady è sempre il primo motore della band ma l'apporto dei suoi compagni contribuisce a dare forma, colore e vita alle sue idee, apparentemente inesauribili. Il risultato è una musica pirotecnica, arzigogolata e appariscente, dominata da poderose sequenze tastieristiche costruite su una grande quantità di note. Il tastierista non esita a mettersi in mostra ad ogni minima occasione, sfoggiando continuamente il suo impressionante virtuosismo, quasi a voler sottolineare che lui si è laureato al conservatorio di San Pietroburgo (mica pizza e fichi), e lo fa giocando su riferimenti colti alla musica classica riproposta in chiave sensazionalistica, assolo dopo assolo, in una specie di lotta contro lo spettro di Emerson, combattuta a suon di Moog. "New Faust" rappresenta il perfezionamento e la messa a punto di quanto già proposto con "Return"; la formula musicale quindi è sempre quella, anche se questo album quasi trabocca di idee che ci piombano addosso, come in un bombardamento continuo, lasciandoci quasi senza respiro, impedendoci di assaporare appieno quello che ascoltiamo. Si tratta quindi di una musica volutamente eccessiva e d'effetto che si mantiene su ritmi serrati praticamente dall'inizio alla fine dei due CD. Anche dal punto di vista concettuale i contenuti sono importanti: le liriche sono per lo più costituite dalle poesie originali del poeta russo Nikolay Gumilev (autore che aveva ispirato i tre precedenti lavori del gruppo), mentre per la traccia di apertura ("Epigraph"), basata sulle musiche della "Passione di S. Matteo" di Bach, viene riproposto un lungo passo tratto da "Delitto e castigo" di Dostoevskij. E proprio la musica barocca rappresenta gran parte delle influenze classiche dell'opera, con un uso delizioso della spinetta. Come al solito, comunque, le parti cantate (che in realtà sono quasi recitate) rappresentano una porzione limitata rispetto a quelle strumentali, che occupano la quasi totalità dell'opera. La lingua russa non ci permette di seguire il tema narrativo del concept, ispirato a Faust, e purtroppo il libretto non ci aiuta; questo comunque non rappresenta un vero problema, dato che è la musica a farla da padrona. I brani proposti si presentano compatti e piuttosto uniformi nello stile: nel primo CD spiccano un paio di composizioni per il loro minutaggio, 12' e 28' rispettivamente, ma anche in quello che dovrebbe essere il contesto della suite non si ricorre mai a grandi variazioni musicali, susseguendosi sempre temi neoclassici guidati dalle tastiere. Lo stesso discorso è ovviamente valido per il secondo dischetto, composto da nove tracce totali di cui un paio di 13 e 15 minuti rispettivamente.
In conclusione, se avete apprezzato il precedente lavoro del gruppo questo nuovo tour de force vi entusiasmerà: la band è riuscita a sviluppare appieno il proprio credo musicale. Se non vi piace la musica ricca, barocca e virtuosistica, lasciate perdere, anche se questo lavoro, fra i suoi pregi e difetti, si prospetta fra le uscite più interessanti dell'anno.

 

Jessica Attene

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