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LATTE E MIELE Marco Polo sogni e viaggi Aerostella 2009 ITA

Il ritorno dei Latte e Miele (continuiamo a chiamarli così, anche se sulla copertina la nuova dicitura è “LatteMiele”), storica prog band italiana degli anni ’70, era già avvenuto con l’attività concertistica degli ultimi anni ed un live album in cui venivano rivisitati vecchi cavalli di battaglia, ma trova il suo più naturale prosieguo con questo concept-album dedicato alla figura di Marco Polo. Vi si narra il sogno di un giovane artista che durante il carnevale di Venezia si addormenta e rivive le gesta e le avventure del celebre mercante. La band è oggi formata da Marcello Giancarlo Della Casa (chitarre e voce), Oliviero Lacagnina (piano e tastiere), Alfio Vitanza (batteria e voce) e Massimo Gori (basso e voce) e per l’occasione ad accompagnare i musicisti troviamo anche l’Orchestra Sinfonica “C.A. Mussinelli” di La Spezia. L’inizio è molto maestoso, con le prime tracce che possono essere viste come una ouverture dell’opera, con una forte spinta classicheggiante dettata da solenni testiere, ben affiancate dall’epicità della chitarra elettrica. A seguire, i brani si alternano quasi senza soluzione di continuità e viene mantenuto questo stile di “tipico” rock sinfonico, che si concede ogni tanto qualche slancio più romantico e che non perde mai di vista una certa orecchiabilità. In effetti i momenti migliori sono proprio quelli in cui si avvicinano rock e musica barocca, quasi a voler mostrare che certe influenze derivanti dalle esperienze di Emerson, Lake & Palmer possono essere valide e intriganti ancora oggi (ed anche gli Yes fanno capolino qua e là). Particolarmente riusciti i momenti strumentali e altisonanti con il suono degli archi che si intreccia alla perfezione ai timbri più rock; quando invece si punta più sulla melodia (specie nelle parti cantate) si avverte allo stesso tempo mestiere e maniera. Ricorrendo a certi temi e all’orchestra sarebbe stato facile cadere nel kitsch; in questo caso, invece, sono stati trovati i giusti equilibri e gli arrangiamenti risultano raffinati e ben elaborati. Il disco è quindi molto scorrevole e si lascia ascoltare volentieri; è suonato con classe ed è professionale in tutto e per tutto, dalla produzione ben levigata al bell’artwork. Negli ultimi anni abbiamo visto che numerosi artisti di prog italiano degli anni ’70 si sono riaffacciati sulle scene. I risultati sono stati a volte positivi a volte meno e solo di rado ci si è avvicinati alla qualità di quel magico periodo. Nel caso dei Latte e Miele è un piacere constatare che il loro nuovo corso, oltre che convincente, ha fruttato un album che non sfigura minimamente, sia per modello stilistico, sia per valore artistico, agli altri lavori presenti nella loro discografia.


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Peppe Di Spirito

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