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COPERNICUS Live in Prague (DVD) Nevermore 1989 (Moonjune Records 2011) USA

La Moonjune prosegue nell’opera di rispolvero di tutto il materiale, inedito e non, di Joseph Smalkovski, artista statunitense eccentrico che non ama definirsi musicista e meglio conosciuto al pubblico come Copernicus. Tra le mani abbiamo addirittura un DVD, documento di un concerto in quel di Praga. Concerto che il nostro eroe, sul finire degli anni ‘80, in pieno regime, tiene davanti a 9000 persone (almeno cosi si legge sulle note di copertina).
Il video parte da lontano. Mostra tutto il pomeriggio antecedente all’inizio dello spettacolo. Dopo una quindicina di minuti di filmati più o meno interessanti del pre-concerto, una presentatrice ci annuncia entusiasta l’inizio dello show. In effetti gli spettatori sembrano tanti (certamente non 9000) e pure abbastanza in fibrillazione a testimonianza di una certa popolarità dell’artista americano.
Copernicus, come una vera rockstar, si fa attendere. Fa entrare in scena prima il suo gruppo. Si inizia con il riff aggressivo di “Authority”, brano tratto dall’album “Null”. Quand’ecco, dopo essersi fatto giustamente desiderare, bello come il sole, entra in scena. E’ lui! Ricorda Christopher Lloyd nello scienziato pazzo di “Ritorno al Futuro”. Indossa un vestito sgargiante e sbrilluccicoso e mette in mostra una bella panzetta da bevitore di birra e un cappello nero da riccone texano. Infervorato più che mai inizia a travolgere tutti con i suoi sproloqui esistenziali. Come una tigre in gabbia si dimena sul palco, inveisce veemente “Non ci sono autorità!!!” e il pubblico Ceco di quei tempi va in visibilio. Tira dritto per la sua strada, blasfemo e spirituale, incurante di tutto e tutti, sfiorando, e qualche volta superando, la sottile linea tra artista e fenomeno da baraccone. Sguazza soddisfatto nell’enfasi. Si inginocchia commosso davanti a un uomo di colore, lamentando angosciato "Un tempo, tutti i gli esseri umani erano neri!", lancia improperi contro il Papa, si veste da messicano stereotipato e grida “Ammazzate tutti i gringos! Sparate a tutti!!” E’ un fiume in piena. Non si risparmia minimamente, dando tutto ai sui fans e regalando al pubblico tutte le sue “hit” più famose dai primi 4 albums.
Ad accompagnarlo è un gruppo molto più canonico rispetto agli affollati ensemble che lo hanno accompagnato negli ultimi dischi. Basso, chitarra, tastiere e batteria, per un sound più essenziale, con sonorità un po’ di plastica tipiche di quegli anni. Notevole il lavoro del cantante, tastierista e chitarrista Larry Kirwan (Black 47) che cerca di dare uno spessore musicale ai brani, cantando e cercando di riempire il sound. La musica è molto ipnotica e si basa su giri psichedelici, evoluzioni noise industrial, con influenze di Kraftwerk, Talking Heads, Zappa e Hawkwind.
I musicisti sembrano fare i salti mortali per stare dietro alle evoluzioni logorroiche di Copernicus e alla fine la musica difficilmente riesce ad essere tutt’uno con le parole.
Tutto il video è realizzato con la tecnica dello split-screen, dove lo schermo è diviso in due parti con due inquadrature separate; soluzione che, se da un lato mostra più particolari della performance, alla lunga risulta un po’ dispersiva.
Copernicus è questo. Prendere o lasciare. La sua proposta alla lunga (o anche prima) può annoiare e risultare ripetitiva, ma ciò che sicuramente non gli manca è la convinzione ed un energia selvaggia che alle volte può essere contagiosa e coinvolgente. Non so se tutto ciò può bastare per poter consigliare l’acquisto di questo DVD, tuttavia è un documento sicuramente interessante per venire a conoscenza di un personaggio unico nel suo genere, senza dubbio eccessivo in alcuni tratti, ma con un fascino naif tale da renderlo empatico. Alla fin della fiera anche questa volta non riesco a non giudicare con occhio benevolo il nostro caro amico Copernicus



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Francesco Inglima

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