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ROLAND BÜHLMANN Bailenas autoprod. 2017 SVI

Avevamo lasciato questo bravo chitarrista svizzero un paio di anni fa con il suo convincente esordio "Aineo" e ricordo con piacere il particolare stile musicale che sposava un eclettico chitarrismo solistico all'ambient music più raffinata, insieme ad una buona dose di musica etnica e un uso dell'elettronica piuttosto rarefatta; lo ritroviamo volentieri con il suo nuovo cd "Bailenas", sempre ben autoprodotto e suonato in solitudine.
"Bailenas" inizia come una coda del precedente disco con un brano omonimo che rappresenta pressappoco la stessa cifra stilistica dell'esordio e, bisogna dire, mantenendo positivamente intatte le stesse buone vibrazioni; i cambiamenti diventano invece abbastanza evidenti con il secondo brano "Cinnamon": più dinamico del solito, qui Bühlmann calca la mano sulle distorsioni con sonorità più hard quasi a voler rimarcare una nuova prospettiva ed attitudine musicale, i cambi di tempo si fanno più frenetici con qualche vaga inclinazione verso un certo tipo di prog-metal, fortunatamente mantenendo inalterate anche le peculiarità principali della sua musica, caratteristiche che si possono più apprezzare nel successivo "Rougeoyer", brano di dieci minuti ad ampio respiro che integra alcuni aspetti un po’ controversi degli ultimi sviluppi stilistici di Bühlmann con una più ricercata profondità nel suono, in bilico tra hard rock strumentale ed una crepuscolare fusion ambient minimale; mi sembra talvolta un po’ distratto Bühlmann nei suoi assoli, meno centrati che in altre parti, una maggiore sintesi nell'insieme avrebbe giovato, probabilmente; comunque le impressioni derivate da questo brano rimangono positive, se non altro per la volontà di Bühlmann di voler dare sempre un minimo di originalità e profondità alla propria musica.
La giusta sintesi e semplicità la troviamo in un altro brano relativamente breve (sette minuti), "Zammeru", in cui si percepisce chiaramente la devozione che Bühlmann prova verso David Torn, in un suggestivo blues elettrico rarefatto intriso di riferimenti spirituali e religiosi, interessanti velleità esoteriche che si mettono in luce anche nel lungo ed ambizioso brano di chiusura "Pange Chorda", un po’ una summa in diciotto minuti della poetica di Bühlmann nella quale si approfondiscono l'uso di mistici soundscapes dilatati in discreti passaggi elettrici e percussivi che non suonano mai troppo sopra le righe di un contesto meditativo. Quello che mi piace di Bühlmann, ancora una volta, è la sua tendenza ad esplorare sonorità diverse e particolari anche attraverso strumenti poco ortodossi per la nostra musica, come lo Hanottere, sorta di cetra svizzera, oppure lo Shofar, un corno di montone solitamente usato in alcune cerimonie religiose ebraiche come strumento musicale; non si risparmia neanche l'uso delle pietre per suonare, prese direttamente dal fiume Emme... che scorre attraverso la valle Emmental!
"Bailenas" è quindi un buon disco, con qualche passaggio un pochino cedevole rispetto al più solido ed austero "Aineo" ma ancora carico di intense vibrazioni.



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Giovanni Carta

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