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ALEX CARPANI L’orizzonte degli eventi autoprod. 2020 ITA

Dopo una vasta discografia autoprodotta che parte dagli anni ‘90, Alex Carpani si fece conoscere al mondo del progressive rock con l’ottimo “Waterline” del 2007. Dopo quel gioiellino in salsa Genesis sono seguiti altri quattro lavori all’insegna del rock sinfonico. “L’orizzonte degli eventi” sembra segnare una nuova svolta nella carriera di Carpani. Già la title-track, che funge da incipit, fa capire che siamo di fronte a qualcosa di diverso rispetto al passato, con tre minuti di sonorità elettroniche e una voce narrante che spiega scientificamente cos’è l’orizzonte degli eventi. Senza soluzione di continuità “Lava bollente” spinge sull’acceleratore, con ritmi convulsi ed un rock tecnologico che si mescola ad un cantautorato italiano moderno. Ecco, uno degli elementi di novità più importante è rappresentato proprio dalle parti vocali, nelle quali si impegna lo stesso Alex in lingua madre. Altra caratteristica che comincia ad affacciarsi sono gli arrangiamenti più essenziali e meno ricercati rispetto al passato. “Fiore d’acqua” va a strappi, alternando passaggi melodici a soluzioni più robuste. Altri brani, come “Il perimetro dell’anima” e “Sette giorni”, sembrano non distanti dal Fabio Zuffanti visionario di “Ghiaccio”. In “Tempo relativo” addirittura si ha l’impressione di ascoltare un mix di Nirvana e Radiohead; particolarmente vigorosa, invece, “La fine è là”, che va avanti per sette minuti tra chitarre (virtuali) metal, ritmi ossessivi ed effetti elettronici. La frenetica “Nel ventre del buio” precede il finale affidato a “Le porte”, gran bel pezzo di energico pop-rock che non cela un retrogusto vagamente floydiano. In questo contesto i testi assumono ovviamente una rilevanza fondamentale, sono un po’ oscuri ed esistenzialisti e nel loro insieme possono essere visti come un concept ambizioso con riflessioni sulla vita e sulle scelte che questa ci offre al giorno d’oggi. Da un punto di vista musicale è lo stesso Carpani che ci dice quali sono le influenze, derivanti da alcuni dei suoi ascolti degli ultimi anni: Foo Fighters, Porcupine Tree, Radiohead, Haken, Steven Wilson, Teatro degli Orrori. In questa nuova avventura è accompagnato da una sezione ritmica solida e affiatata formata da GB Giorgi al basso e Bruno Farinelli alla batteria. Qualcuno parlerà, a sproposito, di attitudine prog; la realtà è che questo disco non contiene prog e si distacca nettamente da quanto fatto finora da Carpani. “L’orizzonte degli eventi” è un buon album di sicuro, seppur non originalissimo, ma coraggioso sotto diversi aspetti, dal processo di contaminazione scelto alla voglia di comunicare in maniera più diretta, ma senza perdere un certo spirito di ricerca. Tanto rock, giuste dosi di elettronica ed un po’ di pop avventuroso. È questa la ricetta su cui punta oggi Alex. Ribadiamo la validità del lavoro, ma pensiamo che non a tutti i nostri lettori piacerà.



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Peppe Di Spirito

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