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BI KYO RAN Anthology vol.1 Gohan Records 2002 JAP

Ritorno in gran stile per il mitologico gruppo giapponese King Crimson dipendente. Non tragga in inganno il titolo: non si tratta infatti di un semplice best of. Per l'occasione membri storici del gruppo hanno riabbracciato i propri strumenti per reinterpretare vecchi inediti delle origini. Il risultato è sorprendente: ottimo l'impatto sonoro, coinvolgente la dinamica strumentale, di grande pathos l'interpretazione. Lo stile è inequivocabilmente Crimsoniano, ma proposto con grande personalità: sembra strano, ma non potrete darmi torto! La chitarra sembra quella di Fripp; in particolare "Clockwork", la terza traccia, sembra una versione alternativa di "Larks Tongues in Aspic"! Non mancano passaggi bizzarri che ricordano i Gentle Giant. Belli gli inserti di violino e chitarra acustica che fanno pensare a qualcosa di più vicino al mondo classico, con citazioni più o meno identificabili. Ben strutturato, senza particolari cali di tensione, l'album si lascia ascoltare con interesse per tutta la sua durata. Sono inoltre presenti momenti più bucolici ("Edelweiss") e rilassati. "Unfinished Quartet" rappresenta sicuramente un episodio di grande sentimento che ricorda vagamente le atmosfere del prog sudamericano. Di grande profondità gli ottoni, a volte pacati ed avvolgenti, a volte inquietanti nelle loro progressioni. Vietato rilassarsi troppo però, potreste sobbalzare alla violenza improvvisa di "Anti Grounded Kokuzo" con il suo netto potenziale di distorsione. Il cantato è in madrelingua, ma con uno stile occidentale. Sicuramente questo album si colloca ai vertici delle uscite dell'anno.

 

Jessica Attene

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