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DIEGO PETRINI La materia del suono AMS Records 2025 ITA

Debutto solista per Diego Petrini, noto agli appassionati di prog italiano per la sua militanza nel Bacio della Medusa come batterista e tastierista. “La materia del suono” è un album nel quale può mostrare le sue capacità compositive ed è un concept “cinematico” come egli stesso lo descrive nelle note introduttive del libretto di accompagnamento. È idealmente suddiviso in due parti, ognuna delle quali comprende sei brani. Una è dedicata alla natura, l’altra alle capacità dell’uomo di trasformare la materia. Tematiche filosofiche e sempre attuali proposte attraverso una serie di pezzi per lo più strumentali, che partono da un lavoro di base pianistico, ma che sono ricchi di sfaccettature interessanti. A dar manforte a Diego, impegnato soprattutto con un ampio parco di tastiere e strumenti a percussioni, troviamo innanzitutto la compagna di vita e di tante avventure musicali Eva Morelli al flauto, ai sax e al theremin, che svolge un ruolo importantissimo, poi Giorgio Panico al basso; in più ci sono Andrea Morelli alla chitarra elettrica e Claudio Ridolfi alla fisarmonica in un paio di occasioni. Come accennato il pianoforte è lo strumento principe, tende ad accennare dei temi di base a cavallo tra musica classica e colonne sonore, per poi lanciarsi nelle più varie direzioni, egregiamente supportato da una sezione ritmica vivace e dai fiati. Così facendo la musica alterna elementi di prog sinfonico, di funk, di jazz e jazz-rock, orientandosi talvolta anche verso le soundtrack dei cosiddetti “poliziotteschi” italiani degli anni ’70. Petrini riesce così a proporre una contaminazione di stili brillante, audace e ricchissima di sfumature e che riesce a mantenersi abbastanza distante da netti punti di riferimento e questa è un’importante nota di merito. Certo, qua e là si può ascoltare qualcosa che rimanda agli Arti & Mestieri, o sonorità care al citato Bacio della Medusa, qualche influenza di prog nordico anni ’90 quando il fascino del mellotron prende il sopravvento e c’è anche una “quasi citazione” di Coltrane, ma tutto è indirizzato verso qualcosa di diverso e personale. A tratti l’incedere è drammatico, ma i repentini cambi di tempo permettono anche variazioni d’umore e la musica così può passare dall’essere particolarmente frizzante e allegra a trasmettere malinconia, fino a diventare riflessiva e misteriosa. Un ulteriore elogio va fatto perché, nonostante la capacità camaleontica di alternare generi e sensazioni, Petrini è in grado di mantenere un’unità di fondo solida ed evidente. Menzione a parte merita la conclusiva “Ciò che trascende”, unico momento cantato del disco che vede proprio per la parte vocale un ospite d’eccezione: Alvaro Fella dei Jumbo. Con il suo timbro particolare riesce a caratterizzare fortemente questo pezzo che sembra muoversi tra Jumbo e PFM. Disco bellissimo, che abbina eleganza classicheggiante, mediterraneità e dinamismo di molteplici forme musicali; da ascoltare più e più volte per coglierne le numerose sfumature e finezze.

 

Peppe Di Spirito

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