Home
 
BF (BEGGARS FARM) Kuumoon MKDK 2008 EST

In ordine di uscita questo è il quinto disco degli estoni Beggars Farm ma in realtà si tratterebbe di materiale che avrebbe dovuto costituire il loro terzo album in studio e che invece non fu pubblicato all'epoca. Ecco quindi che riceviamo queste cinque canzoni con otto anni di ritardo, recuperate attraverso alcune registrazioni live raccolte nel 2000 in diverse occasioni. Nonostante il recupero un po' fortuito dobbiamo comunque apprezzare il valore di questa musica che, anzi, è un documento appassionato ed entusiasmante dello spirito che anima attualmente la scena underground prog estone; una scena ricca di talenti, di idee e di musicisti che hanno soprattutto voglia di suonare e sperimentare e che pare considerino la pubblicazione del classico CD in studio come un accessorio quasi inutile. L'importante è la magia che può scatenarsi al momento, il feeling unico che lega i musicisti e gli ascoltatori, l'irripetibilità dei suoni e delle emozioni che solo chi era presente in quella data occasione può testimoniare. Grazie a questo album apriamo una finestra su questo mondo a noi un po' nascosto ma non certo inaccessibile: immaginate di essere in un piccolo club fumoso, con le luci dai riflessi rossastri, il palco stretto, il soffitto basso come quello di una cantina e l'odore inebriante della birra e quello acre della muffa che si mischiano. La musica è calda, sinuosa, spesso distorta e assorbe tutte le emozioni e gli umori della serata. Sul palco vediamo interagire Madis Zilmer dei Phlox (gruppo di punta del prog estone contemporaneo, consigliatissimo) alla batteria, Tarvo Kaspar Toome (mente fumata di ottimi progetti fra cui Megan Quartet ed i più recenti Lippajad) alla chitarra, Kalle Tikas al piano Rhodes e alle tastiere ed Heikki Tikas alle percussioni. La musica è un coinvolgente mix fra psichedelia, jazz rock con venature elettroniche ed avanguardistiche ed un feeling che ricorda in un certo senso quello di diverse band dell'underground svedese, forse per le sonorità oscure, per il suono caldo del Rhodes, per certi riferimenti Crimsoniani… davvero non lo saprei dire ma un pezzo come "Tagasi" non fa che rafforzare queste mie sensazioni. L'aspetto che mi colpisce maggiormente in questa canzone è il contrasto fra la chitarra aggressiva ed alienata di Tarvo, che sembra quasi agonizzare fra le sue braccia, e la lucidità e la flessuosità del Rhodes. Il pezzo sembra progressivamente portare musicisti ed ascoltatori alla deriva confondendone i sensi ma è comunque qualcosa a cui è piacevole abbandonarsi, senza stare lì a soppesare ogni singola nota ma lasciandosi rapire globalmente dalle emozioni. Sono innegabili i riferimenti alle band di provenienza, anche perché queste rappresentano spesso degli insiemi aperti che si scambiano elementi ed esperienze ma, probabilmente perché si tratta di una jam dal vivo, tutto sembra così labile in queste canzoni e si ha la sensazione di camminare sulle sabbie mobili. Le tracce non hanno quella definizione che possono avere le registrazioni in studio ovviamente e in pratica tutto sembra evolversi in maniera totalmente inaspettata, con fasi di apparente disordine e momenti semplicemente estatici e catartici, come in "Käest ära" che nelle sue evoluzioni vola in alto sfiorando lo Space Rock per poi impaludarsi in un dialogo fra basso e batteria e riprendere progressivamente vigore fra i riff strappati e distorti della chitarra e quelli del Synth Vermona (sintetizzatore analogico tedesco) e del Pro-One (sintetizzatore analogico monofonico simile al Moog Prodigy), modelli questi non in voga fra le band prog occidentali ma sicuramente particolari per la loro gamma sonora. Se vi piace la musica dal vivo e avete voglia di un buon album di jazz rock tinto di psichedelia e dallo spirito ribelle allora date una possibilità a questo gruppo e vedrete che finirete con l'amare anche voi la piccola-grande Estonia. Un'unica pecca: la distribuzione di questi CD è un po' scarsa, nonostante la MKDK sia in pratica l'etichetta underground di riferimento per questo tipo di musica, e dovrete rivolgervi direttamente alla band.

 

Jessica Attene

Collegamenti ad altre recensioni

PHLOX Rebimine + voltimine 2007 
PHLOX Talu 2010 
PHLOX Vali 2013 

Italian
English