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FOCUS 9 / New skin Red Bullet 2006 NL

Secondo album in studio per i Focus dacché il vecchio moniker è stato riesumato, facendo seguito al buon "Focus 8" di quattro anni prima. Prima domanda: "New Skin" è meglio o peggio di "Focus 8", album in cui il vecchio Thijs Van Leer si aggregava in pratica ad alcuni membri degli Hocus Pocus, giovane ed apprezzata cover band dei Focus? Dico la verità: a me "Focus 8" piace, è un bell'album di Prog sinfonico, gradevole in tutti i suoi aspetti… solo che… non erano i Focus! Non solo perché c'era solo uno dei membri storici; mancava l'imprinting del vecchio gruppo, molte delle sue caratteristiche peculiari. Questo "New Skin" invece ritorna a farci sentire il vero suono di un gruppo storico, recuperando i suoi connotati più veri. Non dipende certo (non solo da questo, quanto meno) dal ritorno dell'altro membro storico, Pierre Van Der Linden, in organico… anche se male non ha certo fatto. Senza dubbio un buon contributo lo ha dato il nuovo chitarrista Niels Van Der Steenhoven, che membro storico non è ma che possiede una sensibilità e un guitar playing molto appropriato per il sound che tutti ricordano ed apprezzano di questa gloriosa entità musicale. Per il resto, il vecchio Thijs appare in splendida forma e lo dimostra in queste tracce in studio che denotano la stessa carica ed entusiasmo che traspare dalle recenti apparizioni live, immortalate su CD e DVD vari.
"New Skin" è dunque il vero nuovo album dei Focus e si comincia proprio ripescando e riprendendo quanto ai Focus apparteneva: l'inizio dell'album è affidato a "Black beauty", un classico degli esordi che ha accompagnato tutta la carriera del gruppo… o per lo meno la prima parte di essa. Il resto dell'album continua meravigliosamente, dipanando brani e atmosfere ampie e melodiche, facendo leva sulle notevoli doti in tal senso della chitarra di Niels, ma alternando pezzi in cui alla pazzia dei vecchi Focus, e di Van Leer in particolare, viene dato libero sfogo. Ovvio che il vecchio Thijs fa la parte del leone quanto a presenza compositive e strumentale, ma notevoli gli apporti degli altri, a partire dal già citato Niels, il quale porta in dote una sua composizione propria ("Niels' skin"), ma da citare il gusto e la sapienza dell'altro vecchio Van Der Linden… per non dimenticare Bobby Jacobs, anche lui autore di un brano. La musica di quest'album è essenzialmente strumentale, se così si possono definire brani in cui Van Leer si produce spesso in vocalizzi e versacci con la bocca, ma questo è certo uno dei casi in cui si sente la mancanza di un cantante; ma anche quando al microfono si porta un ospite (Jo De Roeck) per fornire il proprio contributo vocale in un brano, i Focus riescono a prodursi in una canzone forse molto ruffiana e rivolta ad un pubblico ampio, ma di una grazia deliziosa e gradevolissima come "Just like Eddy". La lunghissima durata dell'album (oltre 73 minuti) ci consente di metterci seduti con calma e farci durare a lungo un piacere di ascolto che, anche se non tutto in effetti risulta di altissimo livello, ci consente di gioire per il ritorno alla grande di un grande gruppo.

 

Alberto Nucci

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