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FLOR DE LOTO Mundos bizarros Mylodon 2009 PER

C'è una parte di lettori che nella recensione cerca come prima cosa, e a volte si accontenta solo di quello, il voto finale. Spesso questo lettore si sofferma soltanto su due categorie di album: quelli col voto più basso, per evitarli o comunque per farsi due risate alle spalle della band stroncata di turno, e quelli col massimo dei voti. Ecco, nelle nostre recensioni manca il voto finale, questo per costringere il lettore a ragionare con la propria testa e ad arrivare alle proprie conclusioni da solo, attraverso i commenti del recensore. Voglio comunque aiutare per una volta questa schiera di lettori svogliati dicendo loro di immaginare che ci sia un voto alto in cima a questa recensione. Il resto dei lettori più critici ed attenti mi segua oltre.
Le energie più fresche del rock progressivo sembrano concentrarsi nell'America del Sud ed è proprio qui che nascono tantissime realtà musicali interessanti e di gran valore, come questi Flor De Loto, i cui due album precedenti sono stati recensiti positivamente su queste pagine. Uno dei motivi di tutto ciò è che la musica in questi paesi è qualcosa che nasce da esigenze viscerali, profonde. Come la fame, la musica è qualcosa legato all'istinto, di cui ci si nutre letteralmente e non qualcosa da sfoggiare, da fare per passatempo o per compiacere il proprio pubblico o, peggio, l'industria musicale. Tutto questo si percepisce benissimo e a pelle: un ascoltatore non superficiale, lo avverte distintamente ed è proprio per questo che la musica dei Flor De Loto piace ed è molto facile entrarci in sintonia. Rispetto alle due passate produzioni troviamo un approccio più sanguigno e diretto, dove "diretto" non vuol dire sciatto ma più attento alle linee melodiche, alla forma della canzone e alla potenza espressiva dei singoli passaggi. Viene forse un po' meno l'approccio fusion a favore di una forma musicale meno ingarbugliata. Nella traccia di apertura si ha la sensazione che la band abbia irrobustito parecchio i suoni, ma è una sensazione che prevale soprattutto in questo pezzo, che non a caso si chiama "La Fortaleza" (la fortezza). Questa canzone è costruita su solidi riff di chitarra che danno quasi la sensazione di spesse mura di difesa e tutti i ricami melodici, compresi quelli disegnati dall'agile flauto di Junior Pacora, sono qualcosa che vi scivola sopra. Un pezzo come "Volver a Nacer" presenta dei connotati quasi cantautoriali e dimostrano quanta attenzione ed importanza sia stata data in questo nuovo album ai testi, e in questo caso mi possono venire in mente gli Equilibrio Vital. Ma questa musica non è fatta soltanto di rabbia, anche se i Flor De Loto sembrano davvero aver tirato fuori gli artigli, ma anche di passaggi raffinati, incursioni psichedeliche e contaminazioni folk, una miscela di ingredienti questa che troviamo anche nelle passate produzioni del gruppo. In questo senso la successiva "Shamballa" ha un appeal davvero ipnotico, con le sue ritmiche flessuose ed i suoi suoni caldi, dominati da chitarre arpeggiate e dal flauto. Riferimenti se ne possono trovare molti, persino al Prog nostrano ed in primis alla PFM ma la band conserva una propria impronta personale. Vanno segnalati anche alcuni momenti molto lirici, come quelli scanditi in maniera delicata dalla ballad "Amnesia", brano utilizzato anche come base per un video-clip. Prevalgono in questo caso atmosfere cupe e nostalgiche, enfatizzate dall'intervento di Gisela Ponce de León, ospite alla voce. Questo a dimostrare ancora una volta che questo terzo CD è quello col quale l'ascoltatore può trovare forse una complicità maggiore, grazie ai tanti momenti che riescono a rimanere impressi nella memoria per la loro semplicità ma anche per le loro atmosfere particolari. Bello come sempre è l'uso del flauto di Pan, suonato in maniera moderna e spigliata. I momenti in cui il gruppo sembra letteralmente volare con gli strumenti ci sono sempre ma inseriti in un contesto ove prevale l'aspetto lirico e compositivo risaltano forse ancora di più. Abbiamo quindi un album profondamente legato ai primi due ma comunque diverso che si colloca sicuramente fra le uscite di punta dell'anno. Un plauso speciale infine lo rivolgo alla splendida copertina, bella come quelle che suggellano i precedenti lavori. Motivo in più per accaparrarsi la discografia intera dei Flor De Loto.


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Jessica Attene

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