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FORGAS BAND PHENOMENA Acte V (CD + DVD) Cuneiform Records 2011 FRA

Segnalato negli anni Settanta come la risposta francese alla scena Canterbury grazie all’album di debutto “Cocktail”, registrato assieme a membri di Magma e Zao, il batterista e compositore Patrick Forgas ha messo insieme i suoi “Fenomeni” soltanto negli anni Novanta con lo scopo di costruirsi una live band per dare forma alle sue vecchie composizioni inedite degli anni Settanta e anche alle nuove idee. Il debutto dei Forgas Band Phenomena avviene quindi nel 1997 con “Roue Libre”, album dedicato alla vecchia ruota panoramica di ferro che per un ventennio, agli inizi del Novecento, ha dominato l’orizzonte parigino. Con l’ottimo “Soleil 12”, registrato dal vivo nel 2005, a distanza di sette anni da “Extra-Lucide”, assistevamo alla vita e allo smantellamento lento e meticoloso della maestosa ruota. Infine, dopo “L’Axe du fou”, pubblicato nel 2009, che con la ruota non aveva nulla a che fare, ecco questo ultimo atto in cui finalmente realizziamo che la ruota è diventata soltanto un souvenir.
Il titolo “Acte V” si riferisce in realtà al fatto che questa è la quinta produzione discografica dei Fenomeni di Forgas e per quel che riguarda la ruota, essa in realtà è solo una scusa per legare diverse composizioni attraverso un filo impercettibile, dal momento che la musica (rigorosamente strumentale), seppur bella e coinvolgente, non ha niente di narrativo o descrittivo che possa farci materializzare nella mente visioni o ricordi di questa benedetta giostra. La formazione coinvolta nella realizzazione di questo album compie ora cinque anni ed è la stessa del già citato “Axe du fou”. Allora il gruppo aveva avuto davvero poco tempo per socializzare e forse questo ha in parte inficiato la qualità del disco precedente che appariva a mio giudizio, soprattutto se confrontato a “Soleil 12”, piuttosto piatto e freddo, seppure ben realizzato. Alle prese con queste nuove sei composizioni i sette elementi, più Forgas alle pelli, se la cavano in maniera decisamente sciolta e devo dire che riescono a tirare fuori un feeling molto potenziato rispetto alla precedente prova. Il disco è ancora una volta in studio ma si è cercato in questo caso, almeno secondo me, di trasferire un certo spin alle canzoni che acquistano un impatto molto movimentato e vivo. Dimostrazione ne sono le accelerazioni ed i rallentamenti di “Corps et âmes”, gli splendidi assoli di chitarra, ma anche di basso e violino, che cogliamo in maniera diffusa, i continui cambiamenti di atmosfera della suggestiva “George V”, i contrappunti tetri dei fiati, l’energia sprigionata da “Ultraviolet” e così via. Le note non appaiono sedimentate e cristallizzate ma in continuo movimento, grazie alle belle interazioni strumentali che purtroppo mancavano nella precedente opera. E’ comunque da sottolineare come le composizioni non perdano mai quella loro caratteristica grazia misurata e fluiscano sempre in maniera elegante, evitando ogni tipo di esagerazione, nonostante si alternino, come accennato, sequenze più concitate a momenti di stagnazione. Un ruolo dominante lo assume spesso il violino di Karolina Mlodecka che ha in sé qualcosa di arcigno e sinistro e contribuisce spesso a creare fili impercettibili di tensione più che ad addolcire le atmosfere. Lo stesso effetto lo ha la tromba di Dimitri Alexaline, che appare piuttosto tenebroso. Il drumming di Forgas è sempre micidiale nel creare sia flussi ritmici morbidi e scorrevoli ma anche nel fornire il giusto contrasto nei momenti opportuni, senza creare momenti di stress, ma assecondando la musica nella sua agile corsa. La chitarra di Benjamin Violet, abbastanza tagliente e robusta, interviene in maniera decisa, irrigidendo talvolta il sound. In questo contesto avrei forse preferito uno stile più pulito e meno aggressivo ma è certo che questa scelta contribuisce comunque ad aumentare i contrasti in composizioni pur sempre ben misurate.
Questo jazz rock dai riflessi canterburyani, arricchito da raffinati elementi orchestrali e con un appeal da big band, risalta ancora di più dal vivo ed è per questo che l’idea di accompagnare il nuovo CD con il DVD contenente la performance della band al celebre NEARfest del 2010 si rivela particolarmente felice. Sul piatto vengono messi pezzi presi essenzialmente dalle tre ultime fatiche discografiche più una bella versione di “Extralucide” tratta dall’omonimo album, cosa che vi fornirà sicuramente una bella visione d’insieme. Per quel che mi riguarda trovo questo album molto bello e di grande classe e non ho remore nel consigliarlo, soprattutto agli amanti del Canterbury sound che scommetto troveranno parecchie cose stuzzicanti per le loro orecchie.



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Jessica Attene

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FORGAS BAND PHENOMENA L'axe du fou 2009 
PATRICK FORGAS Synchronicité 2002 

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