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ROBERT SCHRÖDER Paradise - Edition 2014 Innovative Communication 1983 (Spheric Music 2014) GER

Pupillo di Klaus Schulze e personaggio di spicco nella seconda ondata d’elettronica tedesca di fine anni settanta, in un periodo di transizione che porterà al decisivo consolidamento commerciale della scena musicale elettronica a livello mondiale, all’electro-pop e l’inizio del fenomeno new-age, Robert Schröder ha sempre mantenuto stretti legami con il progressive rock come possiamo ascoltare nella lunga suite omonima del suo primo album “Harmonic Ascendant”, in cui si fondono elementi acustici e neoclassici piuttosto inediti in un contesto sonoro ancora legato all’estetica musicale dei corrieri cosmici, con una melodicità e riferimenti folkloristici che si avvicinano alle più note composizioni di Mike Oldfield. La presenza ritmica ed una forte ricerca melodica è poi stata sviluppata negli immediati lavori successivi fino ad arrivare a “Paradise”, il suo quinto ed ultimo disco uscito per la I.C. di Schulze nel 1983 e suonato con la collaborazione del chitarrista Günther Beckers; dopo la sperimentale performance dell’album “Galaxie Cygnus-A”, Schroeder sembra ripiegare verso una musica relativamente più terrena ed assimilabile. La prima parte di “Paradise” è forse quella più caratteristica e si compone di cinque brani concettualmente collegati tra loro a formare una suite ipnotica di elettronica progressiva esotica, dalle atmosfere frenetiche e serrate con sonorità piuttosto aspre e taglienti, modalità sonore che risentono dei cambiamenti (extra) musicali degli anni ottanta: c’è un aggiornamento dei sintetizzatori utilizzati e come logica conseguenza sonorità che in parte si slegano dagli anni settanta, ed una rinnovata sensibilità verso le problematiche ambientali che da lì a breve diventeranno fonte di discussione ed interesse globale… C’è del synth-pop in “Skywalker”, discreto brano utilizzato come singolo, dal gusto tipicamente Tangerine Dream post “Exit” ed in parte compromesso dalle datatissime Simmons Drums. Si possono forse sentire echi dei Pink Floyd ed il migliore Alan Parsons nella scurissima e minimale“Time Machine”, con il suggestivo lavoro alla chitarra acustica e synthguitar di Beckers, mentre nel brano di chiusura “Timeless” Schröder sembra rievocare antiche sensazioni psichedeliche perdute, note e suoni elettroacustici scaturiti dagli abissi del tempo, antiche reminescenze e sensazioni che si ripresentano oggi nel nostro mondo tecnologico... Oltre all’ottima opera di rimasterizzazione effettuata dallo stesso Schröder, per l’occasione vengono aggiunte due bonus tracks di sicuro interesse: una versione aggiornata al 1990 di “Skywalker” potenziata da una dinamica più rock con chitarra elettrica, e la più convincente e drammatica “Paradise Epilogue”. L’unico vero rammarico di questa ristampa è la quasi totale assenza di informazioni legate al disco, pochissime note di copertina, il booklet in effetti è ridotto al minimo… Rimane la musica ed ovviamente è quanto basta per assicurarci una copia di “Paradise”, lavoro fondamentale nella discografia di un’artista che non ha ricevuto tutti i meriti e riconoscimenti dovuti, oscurato forse da nomi commercialmente più appetibili e dalle mode che inesorabilmente passano…



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Giovanni Carta

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