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STEVEN WILSON The overview Fiction Records 2025 UK

È sempre complesso approcciarsi ad una recensione di un disco di Steven Wilson, sia perché si parla di un artista seguitissimo e molto divisivo, sia perché da solista ha voluto esplorare più campi stilistici con risultati altalenanti. Non si può mai sapere con esattezza cosa aspettarsi da un nuovo lavoro del musicista britannico ed in effetti anche “The overview” segna l’ennesimo cambiamento di rotta. C’è un ritorno al prog, netto, con due lunghe suite, ma dimenticate le bordate di “Grace for drowning” e le varie influenze storiche “attualizzate” con “The raven that refused to sing and other stories”. Qui Wilson parte dall’idea dell’overview effect (effetto della veduta d’insieme), cioè da quei cambiamenti psicologici che colpiscono gli astronauti quando osservano la Terra dallo spazio, per indirizzarsi verso un prog moderno, con meno punti di riferimento rispetto al passato, nel quale abbina rock sinfonico e certa kosmische musik, muovendosi tra atmosfere algide, minimalismo, sezioni strumentali conturbanti, sfoghi solistici brillanti ed una forte dose di malinconia. La prima suite, “Objects outlive us”, è più strutturata, con la voce spesso filtrata e perfetta per le parti più ambient e quelle più cinematiche e dura oltre ventitré minuti. Le dinamiche di questa composizione portano diversi cambi di tempo e di atmosfera, ma stavolta Wilson non cerca la spettacolarizzazione e lavora più di cesello, rifinendo continuamente e senza estremizzare le parti più “piene” da quelle più raffinate. La produzione e il mixaggio, al solito, sono di enorme livello e permettono di cogliere le numerose finezze strumentali che si susseguono durante l’ascolto. Un paio di fantastici assoli di chitarra elettrica di Randy McStine rappresentano la ciliegina sulla torta di questa prima parte di “The overview”. La title-track completa l’album con oltre diciotto minuti più introspettivi. L’inizio con effetti elettronici e voce recitata forse si protrae un po’ per le lunghe, poi, un po’ prima dei cinque minuti, c’è un passaggio più melodico, quasi una sorta di space-ballad, con belle trame che fanno intrecciare timbri elettrici e acustici. Ma ben presto si vira verso un’alternanza di scenari più contemplativi, slanci energici e affreschi ambient. Splendido il finale con le delicatissime suggestioni dettate dalle tastiere e dalla celesta suonate da Wilson e dal sax soprano di Theo Travis. Non ci sono melodie accattivanti e non c’è spazio per la nostalgia e anche per questo forse si può considerare “The overview” l’album più coraggioso di Wilson, con diverse soluzioni particolarmente brillanti e che cresce ascolto dopo ascolto, richiedendo anche una certa concentrazione. Per questi motivi il giudizio è molto positivo, anche se non si può certo parlare di capolavoro a causa di qualche lungaggine qua e là e di qualche eccesso di freddezza. Ma i livelli sono alti e dopo tanto tempo si avvicinano a quelli di “The raven”.

 

Peppe Di Spirito

Collegamenti ad altre recensioni

BLACKFIELD Blackfield 2004 
BLACKFIELD II 2007 
PORCUPINE TREE The sky moves sideways 1995 
PORCUPINE TREE Coma divine 1997 
PORCUPINE TREE In absentia 2002 
PORCUPINE TREE Fear of a blank planet 2007 
STEVEN WILSON Grace for drowning 2011 
STEVEN WILSON Drive home (CD + DVD) 2013 
STEVEN WILSON The raven that refused to sing and other stories 2013 

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