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| TRION |
Terra tiempo |
Oskar |
2026 |
NL |
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Ecco un altro gruppo di cui si erano praticamente perse le tracce e che torna a farsi risentire dopo parecchi anni di inattività. Risale infatti al 2013 il precedente disco degli olandesi Trion “Funfair fantasy”, che seguiva “Tortoise” (2003) e “Pilgrim” (2007). In realtà, dopo quella data, hanno partecipato a due progetti Colossus nel 2014 e nel 2016, ma si è dovuto aspettare il 2026 per la pubblicazione di un nuovo lavoro. Per chi non li conoscesse, si tratta di un trio formato da due membri dei Flamborough Head, Eddie Mulder (chitarre e basso) e Edo Spanninga (tastiere) e da Menno Boomsma (batteria e percussioni), già con gli Odyssice. La band così formata fin da subito ha puntato su una musica pregna di classico romanticismo, con i Camel come punto di riferimento principale e con tanto mellotron ad infarcirla. Con una formula che non ha certo stravolto il mondo del prog sono riusciti ad ottenere buoni risultati, ricevendo anche non pochi apprezzamenti. Il nuovo “Tierra tiempo” continua su una scia di “non stravolgimento” e ancora una volta possiamo ascoltare un lavoro di prog sinfonico dalla forte influenza cameliana. In poco più di un’ora il trio ci racconta i viaggi di una tartaruga, in un concept che si può seguire leggendo un testo sul libretto di accompagnamento al cd. E questo racconto viene fatto in maniera quasi esclusivamente strumentale, con tastiere e chitarra a scambiarsi costantemente il ruolo di guida, su ritmi mai troppo spinti e con il mellotron sempre a fare la sua parte. Inevitabilmente, siamo nuovamente al cospetto di una proposta che gioca sulle sensazioni, più che su tecnica o costruzioni laboriose. Quando capita che ci si allontani leggermente dagli echi di Andy Latimer e soci è per avvicinarsi in zona Focus o Genesis… E in qualche pezzo più up tempo non è che aumenti chissà quanto la velocità… Insomma, è veramente chiaro il target a cui puntano i Trion. Che forse troviamo leggermente arrugginiti in qualche frangente (e aggiungiamo che forse una durata totale un po’ più contenuta e vicina ai tre quarti d’ora avrebbe giovato), ma che ancora dimostrano di poter preparare ed offrire una pietanza appetitosa, con ingredienti semplici e sicuri, per i palati pronti a gustare il prog sinfonico/romantico vecchio stile anche ogni giorno.
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Peppe Di Spirito
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