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ANIMA MUNDI Live in Europe Anima Mundi Music 2012 CUB

Dopo tre apprezzati lavori in studio arriva la prova live per la formazione cubana. Il doppio cd “Live in Europe” è stato registrato in occasione del “Live Prog Festival” che si è tenuto in Olanda nel giugno 2011. Gli Anima Mundi si presentano sul palco con un classico quintetto che per più di un’ora e mezza ha deliziato gli ascoltatori con il suo sound sinfonico. Nove le tracce presenti nella track-list dell’album, con la maggior parte dei brani provenienti dall’ultimo disco “The way”. L’apertura, affidata a “Time to understand” mette subito le cose in chiaro al meglio: un tema di tastiere magniloquente, degno del miglior Wakeman, rimandi classicheggianti, melodie solenni, rifiniture chitarristiche à la Hackett per una lunga cavalcata sonora che tocca quasi i tre quarti d’ora. E’ una composizione che sintetizza al meglio cosa sono gli Anima Mundi oggi: una band che fa dell’ottimo rock sinfonico, in maniera molto classica, senza grandi sorprese, ma capace di creare temi, melodie, momenti solistici e intrecci strumentali decisamente affascinanti e che restano subito impressi nella mente di chi ascolta. Così, anche volendo individuare qualche influenza bisogna orientarsi su artisti particolarmente noti, tra Yes, Emerson, Lake & Palmer e Genesis. Non ci sono più, quindi, quelle particolari contaminazioni di cui era pregno il cd di esordio “Septentrion” e infatti c’è solo un brano estratto da quest’ultimo, “La Mongana del Vigia”, nel quale fa il suo ingresso sul palco l’ospite Anaisy Gomez, che con le cornamuse riprende in pieno quelle intriganti sonorità che caratterizzavano il debutto della band. Ma è l’unica eccezione in un live molto compatto, con una performance sontuosa da parte di un quintetto che a tratti rievoca la grande orchestra e che in altri momenti mira a riproporre con estremo gusto tutti i cliché del rock sinfonico e del new-prog. Emblematica la lunghissima suite “Spring knocks on the door of men” (ben 26 minuti), che apre il secondo dischetto e che era il cavallo di battaglia di “The way”; una composizione davvero stupenda che farebbe una grandissima figura sui migliori album dei Flower Kings. La traccia che conclude cd e concerto, invece, rappresenta un omaggio ai Genesis, con l’esecuzione della famosissima parte strumentale di “Firth of Fifth”. Poco altro da dire, se non che gli Anima Mundi, confermandosi come una delle migliori espressioni odierne del rock sinfonico hanno tutte le carte in regola per farsi letteralmente amare dai numerosi gli appassionati del genere.



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Peppe Di Spirito

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